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Attualità

 

 

MESSAGGIO DEL VESCOVO

 

ALLA COMUNITA’ DIOCESANA DI PATTI

 

IN OCCASIONE DELLE ELEZIONI REGIONALI

 

Carissimi Fratelli e Sorelle,

 

Nei prossimi giorni saremo chiamati a scegliere i nostri rappresentanti

 

all’Assemblea Regionale Siciliana. In questo momento percepiamo nei volti e

 

soprattutto nei cuori dei cittadini, delusioni e speranze, attesa e rassegnazione,

 

sfiducia e desiderio di cambiamento. Come credenti dobbiamo dare credito alla

 

speranza cristiana che si fonda sul dono della profezia che osa credere alla

 

realizzazione dell’impossibile.

 

Tra le tante parole degli uomini che in questo tempo si diffondono con lo scopo

 

di attirare consensi, vi è una Parola alta, chiara ed inequivocabile che invita ad

 

ascoltare la propria coscienza per un discernimento secondo la prospettiva del bene

 

tanto per sé quanto per gli altri: cioè un bene comune a tutti.

 

Un’espressione del Card Pavan, esperto di dottrina sociale della Chiesa, ricorda

 

che: «Non si agisce soltanto sugli uomini attraverso le Istituzioni; si agisce pure sulle

 

Istituzioni attraverso gli uomini». E’ importante che la scelta cada su persone che

 

abbiano veramente a cuore il bene di tutti i cittadini; che sappiano dare un’anima alla

 

cosa pubblica affermando con le loro scelte, la dignità della persona e i valori legati ad

 

essa, che riconoscano i diritti ad ogni cittadino senza chiedere nulla come

 

contraccambio. E’ urgente ed improcrastinabile un saggio discernimento perché è in

 

gioco il futuro della nostra Isola e dei cittadini.

 

Scegliere le persone giuste per amministrare la cosa pubblica è un gesto di alta

 

responsabilità civile che non va disatteso, né minimizzato né sottovalutato. Persone

 

che siano capaci di svolgere il loro compito come servizio all’uomo e non come

 

espressione di potere fine a se stesso. Il sevizio non è lo spazio dell’ambizione e del

 

dominio personale; ma dell’impegno responsabile e della dedizione disinteressata. Il

 

servo è l’antitesi dell’uomo di potere: è agli antipodi di colui che tiene al prestigio,

 

all’immagine di successo e di carriera. Il servizio diventa nobile ovunque si rispetti la

 

verità dell’uomo e la sua dignità. In tale contesto sono illuminanti le parole di S.

 

Agostino nei confronti della crisi sociale e politica di Roma, avallata da una mentalità

 

comune dove si preferiva la vanitas alla veritas: «non plausu vanitatis, sed iudicio

 

veritatis» (De Civitate Dei, II, 18, 3): «I due concetti sono espressione di logiche

 

contrapposte: la vanità è connessa al primato dell’apparenza a quel trionfo della

 

maschera che copre interessi esclusivamente egoistici e prospettive di corto raggio

 

dietro proclamazioni altisonanti. La vanità indulge all’assuefazione davanti al male,

 

rende cedevoli al compromesso tranquillizzante, fa apprezzare il perbenismo di

 

facciata, in grado di nascondere il reale gioco d’interessi. La verità è quella che misura

 

le scelte sui valori etici permanenti e quindi sulla dignità inalienabile della persona

 

umana davanti al suo destino temporale ed eterno» (B. Forte, Perché il Vangelo può

 

salvare l’Italia, 2012, 39).

 

Il primato della verità esige una prassi politica e amministrativa ispirata alla

 

ricerca disinteressata del bene comune, capace di ascoltare e coinvolgere i cittadini

 

come portatori di bisogni e di diritti, di proposte e di potenzialità realizzative. Come

 

abbiamo scritto noi Vescovi di Sicilia: «Ribadiamo, in proposito, l’opzione

 

preferenziale per i ceti più poveri e per gli ultimi e l’urgenza di interventi

 

promozionali per le periferie abbandonate degradate, al fine di realizzare condizioni

 

di effettiva uguaglianza in termini di cittadinanza» (Conferenza Episcopale Siciliana,

 

Nota per le elezioni regionali del 5 novembre 2017, 21.09.2017).

 

Come credenti non possiamo assumere atteggiamenti di indifferenza o posizioni

 

rinunciatarie, ma è nostro dovere portare la forza liberatrice del Vangelo,

 

diventando - come ci ha detto Gesù nel Vangelo - sale e luce (Mt,5, 13-16) della terra,

 

cioè in tutti gli ambiti dove l’uomo vive, lotta e spera.

 

E’ proprio questo il compito primario che attende ogni uomo: non lasciarsi

 

offuscare la coscienza da falsi valori, non renderla opaca e addormentata con scelte

 

troppo facili e comode, ma custodirla limpida e pura.

 

Nella nostra Isola preda della «dittatura» dell’indifferenza, del disinteresse civico e

 

della sfiducia, vi è urgente bisogno di riappropriarsi del gusto di una rinascita civile,

 

dove la bellezza e l’armonia della vita, in tutte le sue espressioni, diventino criterio

 

fondamentale delle scelte. Non si può fallire, altrimenti diventeremmo come il sale

 

che non dà sapore e come luce che non illumina. Dobbiamo essere luce, con

 

atteggiamento vigilante e responsabile , perché la nostra Isola acquisti visibilità

 

credibile, non bisogna rimanere nascosti dietro maschere di impegno sociale e

 

politico mediocri e di corto cabotaggio, ma impegnarsi ispirandosi ai principi di

 

onestà, giustizia e solidarietà nel bene per tutti.

 

Ciò che conta più che mai, allora, è un’autentica libertà di cuore, una capacità di

 

pensare in grande, superando i piccoli interessi personali, per alimentare il sogno di

 

una comunità degna di questo nome, dove ad ogni cittadino vengano riconosciuti i

 

diritti: alla qualità della vita, al giusto sostentamento, alla salute (non facendo tagli,

 

ma garantendo reali ed efficaci servizi sanitari) alla sicurezza, all’integrità fisica e

 

morale e soprattutto sia garantita la tutela dei più deboli ed indifesi (anziani,

 

disabili…) che spesso gli occhi degli uomini contano poco e invece sono preziosi agli

 

occhi di Dio.

 

Compito di tutti gli uomini di buona volontà è mostrare in maniera chiara e

 

convincente che vivere rettamente è non solo giusto, ma anche necessario e utile alla

 

crescita del bene comune, alla bellezza e alla dignità della vita di tutti.

 

Come Chiesa, per mandato di Cristo, dobbiamo camminare con la storia del nostro

 

Popolo per fare proprie «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini

 

d’oggi dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono; perché essi sono pure le

 

gioie, le speranze e le tristezze dei discepoli di Cristo» (GS,1) che sono chiamati ad

 

essere realmente solidali con gli uomini. Questo interesse e solo questo e non altro,

 

coinvolge la nostra attenzione come Chiesa.

 

Questo compito è affidato a tutti noi perché ciascuno possa collaborare a rendere la

 

nostra Isola e le nostre Comunità sempre più vivibili, più belle e più luminose perché

 

guidate dalla giustizia e della solidarietà tra gli uomini, affermando al di sopra ogni

 

interesse personale, la dignità della persona e il bene comune.

 

Su tutti invoco la benedizione del Signore.

 

Patti, 31 ottobre 2017.

 

+ Guglielmo Giombanco

 

 

vescovo

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C’è voluto il tie-break per decidere l’esito del confronto tra la Saracena Volley ed il Team Volley Messina, nella gara valida per la prima giornata del girone B del campionato di Serie C di pallavolo femminile. Il risultato finale di 2-3 (25-20; 25-20; 14-25; 15-25; 12-15) ha premiato la maggiore esperienza delle messinesi che, alla lunga, hanno retto meglio delle padrone di casa il ritmo partita e la pressione.

Nonostante la sconfitta per la Saracena Volley si tratta di un risultato positivo che, al di là del punto conquistato, ha evidenziato grandi margini di miglioramento in una formazione molto giovane e con ben tre under titolari. Una scelta della società che punta alla crescita dei giovani talenti del proprio settore giovanile affiancati a giocatrici di esperienza e con la guida tecnica di mister Mauro Silvestre che rappresenta una garanzia in questa direzione. 

E’ stata una partita dai due volti. Nei primi due set una Saracena Volley quasi perfetta ha messo in seria difficoltà le messinesi riuscendo ad imporsi e leggendo in maniera impeccabile il gioco delle avversarie. Nel terzo e quarto set si è registrato un blackout della squadra che non è più riuscita a macinare gioco commettendo troppi errori e consentendo alle messinesi di imporsi con facilità. Nel quinto e decisivo parziale Foraci e compagne hanno provato a reagire sfiorando l’impresa contro una delle squadre più forti del torneo e candidata al salto di categoria.

«Non posso dire di essere contento perché abbiamo perso – ha detto mister Mauro Silvestro - ma sono molto soddisfatto per quello che ho visto in campo. Ancora abbiamo molto da lavorare e sono tanti i margini di miglioramento che potremo avere. Dobbiamo crescere molto sul piano atletico. Dopo i primi due set abbiamo avuto un calo fisico e questo ci ha penalizzato. Ripeto – ha detto ancora il mister - che nonostante la sconfitta sono molto soddisfatto perché la squadra ha giocato alla pari contro una delle migliori formazioni del torneo e con un gruppo formato da diverse under che ancora devono maturare la giusta esperienza per affrontare determinati ritmi. Ma ciò che ho visto mi permette di guardare ai prossimi impegni con grande ottimismo».

 

 

 

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Diversi mesi orsono, su sollecitazione di alcuni cittadini, avevamo chiesto al comandante della polizia municipale di Patti di regolamentare meglio l'incrocio tra la via Garibaldi, via Trieste e via XX Settembre di Patti. Si faceva presente infatti, che provenendo dalla via Garibaldi, gli automobilisti devono fermarsi davanti all'edicola in quanto, chi proviene dalla via Trieste non da la precedenza, come invece il codice della strada prevede. Effettivamente chi proviene dalla via Trieste e deve svoltare a sinistra per immettersi in via XX Settembre, quasi mai si ferma per consentire a chi viene dal senso opposto di continuare in direzione Messina o immettersi anch'esso in via XX Settembre, pertanto, se entrambi i mezzi continuassero la loro marcia, potrebbero incorrere in un possibile scontro, evitato, sino ad oggi, solo da tempestive frenate. Fatto presente ciò ci veniva riferito dalla dottoressa Mazzone che si sarebbe provveduto a realizzare le strisce a terra con tanto di stop per i mezzi provenienti dalla via Trieste, regolando così meglio l'incrocio. A distanza di diversi mesi però, questo accorgimento non è stato ancora fatto. Probabilmente si è deciso di non farlo più oppure si tratta solo di una questione di tempo e da qui a non molto vedremo il tutto.

 

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Domenica mattina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca si è svolto il convegno "Mafia a Messina: un voto libero ci libererà", organizzato dal candidato all'Ars per il Movimento 5 Stelle Antonio De Luca.

Partendo dalla presentazione del libro  "Il fenomeno mafioso. Il caso Messina" di Marcello La Rosa, si è ripercorsa insieme all'autore la storia della mafia a Messina, dalle battaglie per il comando sul territorio degli anni '70 ai primi contatti con la politica degli anni '80, che hanno contribuito materialmente a creare quella rete socio-politica che rappresenta il vero cancro della città. Sempre La Rosa ha fatto ascoltare gli audio di un'intervista al boss Sebastiano "Iano" Ferrara che racconta come è nato, ed è stato negli anni ben oliato, un meccanismo perverso che lega insieme ma fia, politica e giustizia.

Oltre al candidato Antonio De Luca erano presenti Giulia Sarti, portavoce M5S e membro della Commissione Nazionale Antimafia, che ha riferito ad una sala gremita e attenta, come lo Stato affronta la mafia e quanto lunga sia ancora la strada verso la risoluzione del problema.

A seguire l'intervento di Laura Ferrara portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo e membro della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, che ha raccontato come l'Europa percepisce il fenomeno mafioso e come spesso non riesca nemmeno riconoscerne i contorni.

 

Ha concluso l'evento Francesco D'Uva, parlamentare M5S messinese, che la storia della mafia peloritana la conosce benissimo dato che il nonno, l'avvocato Nino D'Uva, fu ucciso su ordine del boss Gaetano Costa nel 1986.

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 Si è tenuto ieri pomeriggio a Patti l’incontro con il candidato all’ARS, Emanuele Giglia, e il Candidato alla Presidenza della Regione, Fabrizio Micari, di fronte a una folta platea.

 

Ad introdurre e coordinare l’incontro è stato Francesco Di Stefano. Dopo i saluti istituzionali, Di Stefano ha elencato i punti salienti del programma condiviso con Giglia, con particolare riferimento alle problematiche del mondo del lavoro e alle disuguaglianze sociali.

 

Filippo Panarello ha evidenziato l’importante momento del voto a cui siamo chiamati: “A queste elezioni – ha detto - il PD si presenta con una proposta di sviluppo realistica ed efficace, per una Sicilia che aggancia la ripresa. Quella del PD è un’ottima lista, con al suo interno un ottimo candidato, Emanuele, su cui abbiamo scelto convintamente di puntare. Inoltre, il candidato Presidente, Fabrizio Micari, è un uomo con solida esperienza amministrativa, ed è la persona giusta per guidare la nostra Regione”.

 

Giovanni Mastroeni ha sottolineato la problematica, particolarmente sentita, dell’emigrazione giovanile, una tematica che deve trovare uno spazio importante nei programmi dei candidati, così come le tematiche legate al mondo del lavoro. Ha ricordato, inoltre, le eccellenze agricole della nostra provincia, e il sistema dei trasporti, che necessitano sostegno per lo sviluppo e il potenziamento. “Questi sono i punti – ha concluso - su cui investono Emanuele Giglia, il PD, Fabrizio Micari”.

 

Emanuele Giglia ha voluto porre in particolare l’accento sulla scelta di Patti come luogo strategico in Provincia, sede di Tribunale e Ospedale e meta turistica con un’offerta di grande qualità, all’interno della quale spicca Tindari. Ha quindi illustrato alcuni punti salienti del suo programma, soffermandosi sul tema dei trasporti, dei limiti infrastrutturali che la nostra provincia subisce, e in particolare della necessità del doppio binario nella tratta fra Patti e Castelbuono. Ha quindi parlato degli strumenti concreti che è possibile adoperare per sviluppare gli importanti settori dell’artigianato, dell’agricoltura e per offrire opportunità di lavoro ai giovani. Ha inoltre evidenziato la necessità di investire nella salvaguardia del territorio, così duramente messo alla prova, proprio a Patti, da gravi e vasti incendi.

 

Fabrizio Micari, candidato Presidente della Regione, ha concluso l’incontro con un intervento sulla qualità della proposta portata avanti dalla Sinistra: “Le nostre liste – ha detto rivolgendosi verso il candidato Giglia – sono costituite da persone competenti e perbene, con un forte rapporto con il loro territorio, con un progetto serio e concreto”. “Le alternative – ha continuato Micari - vanno dall’impresentabilità all’antipolitica. Questa partita non è affatto chiusa, come alcuni sondaggi farlocchi vogliono farvi credere: questa partita si gioca sulle liste e noi abbiamo le liste più forti, provincia per provincia”.

 

 

 

 

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