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Cronaca

 

                                                           Elevate sanzioni per migliaia di euro.

 

 

         Gli Agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G., nell’ambito dei servizi specifici mirati alla sicurezza della circolazione ed in particolare al controllo dei veicoli adibiti a scuolabus, hanno sottoposto a fermo amministrativo e sospeso dalla circolazione quattro mezzi.

            In particolare, nella giornata di ieri, gli agenti della Polstrada hanno istituito dei posti di controllo presso le scuole elementari, medie e dell’infanzia dei plessi scolastici di Gioiosa Marea e della frazione S. Giorgio.

Gli accertamenti effettuati dai poliziotti su 8 pulmini hanno evidenziato che 4 di essi erano privi delle autorizzazioni necessarie.

Numerose le sanzioni contestate per le violazioni al Codice della Strada.

                           

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Si è conclusa con il rinvio a giudizio da parte del GUP, dott. Andrea La Spada, l’udienza preliminare a carico dell’ex dirigente dell’area tecnica del Comune di Falcone e dell’amministratore unico di una nota società con sede in Oliveri; i due dovranno rispondere  del reato di abuso di ufficio in concorso e omissione di atti.

La vicenda riguarda la fornitura dei materiali edili, effettuata nel 2015, con la quale è stata rivestito il pavimento della Piazza Principe Romeo e di altre strade e piazze del Comune di Falcone  da parte di una nota società del comprensorio. Si contesta che, effettuando una variante in violazione della legge ed in contrasto con quanto previsto nel bando di gara, l’ex dirigente dell’ area tecnica del Comune di Falcone avrebbe procurato alla ditta fornitrice un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dalla fornitura di materiali diversi, per tipologia e costo, rispetto a quelli per i quali era stato aggiudicato l’appalto e per i quali si era pubblicato il bando e si era espletata la pubblica gara, per l’importo complessivo pari ad € 63.640,08 liquidati dal Comune con distinti mandati di pagamento emessi tra l’8.9.2015 ed il 12.07.2016.

Al solo dirigente dell’area tecnica viene altresì contestata l’omissione d’atti, derivante da una richiesta con cui un noto imprenditore locale  chiedeva di conoscere le ragioni della diversa fornitura effettuata al Comune dalla società aggiudicatrice e di potere avere copia della relativa documentazione giustificativa.

All’udienza preliminare il GUP, dott. Andra La Spada, rigettando le opposizioni delle difese degli imputati ed accogliendo la tesi dell’avv. Antonella Marchese, ha ammesso la costituzione di parte civile e disposto il rinvio a giudizio per entrambi gli imputati, che dovranno quindi comparire il prossimo 10 aprile 2018 davanti al Tribunale di Patti, in composizione collegiale.

 

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                              La Polizia di Stato di Messina assicura alla giustizia i responsabili del tentato omicidio dello scorso 24 gennaio: 

Svariati colpi di pistola venivano esplosi a distanza ravvicinata la sera del 24 gennaio scorso ai danni di un uomo che solo il caso fortuito salvava da un epilogo nefasto.

Un debito di scarso ammontare, verosimilmente legato al mondo della droga, la causa alla base dell’efferato gesto che portava i responsabili a sparare alla vittima, a distanza ravvicinata,sull’uscio uscio di casa una volta aperta la porta dell’ingresso del proprio appartamento al piano terra di uno stabile ubicato presso il Villaggio Bordonaro.

Trasportato in ospedale si constatava che un proiettile aveva lambito il fegato senza tuttavia determinare conseguenze letali.

Immediate e serrate le indagini avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Messina che sotto l’egida della Procura della Repubblica assicurava alla giustizia i messinesi La Rosa Gabriele di anni 18 e Mollura Rosario di anni 26 perché ritenuti di essere gli autori dell’agguato.

Intercettazioni ambientali e telefoniche, perquisizioni domiciliari, riscontri balistici, sequestri di armi e cartucce sono alcuni degli strumenti investigativi che permettevano ai poliziotti di raccogliere elementi probatori ritenuti dalla Procura della Repubblica di Messina più che sufficienti a sostenere la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di tentato omicidio ed a giustificare la conseguente applicazione della misura cautelare in carcere la cui ordinanza è stata eseguita poche ore fa.

L’operazione di polizia, conclusasi in tempi rapidissimi nonostante le difficoltà del caso legate, tra l’ altro, alla reticenza del malcapitato, ha permesso di ben delineare i ruoli di ciascuno degli indiziati: è il Mollura, già noto agli operatori che solo qualche giorno fa lo hanno  tratto in arresto per porto abusivo di armi e maltrattamenti,  il mandante; è il La Rosa, invece, l’esecutore materiale.

Tre le armi rinvenute nell’appartamento di quest’ultimo: una pistola con matricola abrasa, una a salve ed una con matricola illeggibile oltre che cinque cartucce inesplose. Per tali reati il La Rosa veniva nell’immediatezza dei fatti tratto in arresto dalla polizia giudiziaria.

La spregiudicatezza nella commissione dei delitti, la modalità con la quale sono stati perpetrati, la sproporzione tra la gravità del fatto ed il presunto movente, la disponibilità di armi e di munizioni hanno messo in evidenza, nonostante la giovane età, la pericolosità sociale dei responsabili per i quali sussistendo anche il pericolo di fuga e quello di recidiva ; A.G  ha disposto quale unica misura pienamente adeguata la custodia cautelare in carcere.

Ancora una volta una pronta risposta a chi spara; è questo un ulteriore caso in cui le forze dell’ordine dirette dalla Procura della Repubblica di Messina assicurano alla giustizia i responsabili di gravi fatti di sangue in tempi che si possono definire immediati.

 

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 I militari della Guardia di Finanza di Capo d’Orlando hanno sottoposto a sequestro oltre 25.000 prodotti carnevaleschi (maschere, palloncini, coriandoli, trombette e altri accessori goliardici di vario genere) non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa dell’Unione Europea e nazionale.

Il servizio è stato eseguito nell’ambito dell’intensificazione delle attività a tutela della salute e sicurezza dei consumatori previste dal Codice del Consumo. L’operazione ha riguardato un esercizio commerciale, sito nella zona di Gliaca di Piraino (ME) all’interno del quale sono stati individuati 25.637 prodotti, di cui alcuni privi delle indicazioni in lingua italiana, altri delle informazioni recanti la provenienza ed il Paese di origine, altri ancora delle istruzioni d’uso e delle relative precauzioni. Il titolare del punto vendita, di origine cinese, è stato segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni della normativa contemplata dal Codice del Consumo e dalle direttive comunitarie. E’ stato, inoltre, eseguito il sequestro amministrativo dei prodotti non conformi, di valore commerciale di circa 25.000,00 euro, ed è stata applicata al trasgressore una sanzione amministrativa che prevede un massimo di €. 25.823,00. L’operazione, svolta nel pieno delle festività carnevalesche, conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nello specifico settore al fine di sottrarre al libero mercato prodotti potenzialmente dannosi e nocivi per la salute degli acquirenti e, soprattutto, di bambini e adolescenti che, nelle tradizionali feste di carnevale, sono soliti comprare questo genere di prodotti.

Inoltre, il commercio di prodotti non sicuri danneggia il mercato e sottrae opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole

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                                               Concussione, abuso d’ufficio e falso i reati contestati

 

Un indagine lunga e laboriosa quella che ha portato all’emissione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive ed interdittive nei confronti di amministratori e funzionari del Comune di Barcellona.

Ad eseguirla i poliziotti del Commissariato locale; ad emetterla il Gip del Tribunale di quel Comune dott. Fabio Gugliotta.

L’attività investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Matteo De Micheli ha presso il via  nel 2014.

Intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati, sopralluoghi, analisi e sequestro di documenti ed edifici sono alcuni degli strumenti investigativi che hanno permesso di muovere specifici addebiti a carico di:

COPPOLINO Angelo ex assessore allo Sport e Politiche Giovanili Sportive, Industria, Caccia e Pesca, Servizi Demografici e Toponomastica, Rapporti con i Quartieri, Programmazione e Manutenzione Impianti Sportivi;

DI PIETRO Salvatore Vice Comandante della Polizia Municipale;

RUCCI Carmelo funzionario dell’Ufficio Tecnico Edilizia Privata, Concessioni Edilizie e Sanatoria;

ISGRO’ Bruno, architetto;

LIVOTI Francesco, tecnico comunale;

BONOMO Giuseppe, tecnico comunale;

ALLIGO Santi, ex Segretario Generale;

MATERIA Roberto Sindaco del Comune di Barcellona P.G.

Irregolarità riguardanti immobili riconducibili al Coppolino ed ad alcuni suoi familiari originavano approfondimenti che lasciavano trasparire le pressioni esercitate dall’Assessore su tecnici e amministratori compiacenti al fine di occultare, per l’appunto, le macroscopiche difformità ed i conseguenti illeciti edilizi.

False attestazioni, omissione di accertamenti, velocizzazione indebita delle relative pratiche, omissione di atti dovuti, in sintesi, le condotte che, dietro la sapiente regia del Coppolino il quale in tal modo ne traeva un ingiusto vantaggio patrimoniale, venivano perpetrate dagli indagati animati dalla speranza di ottenere futuri vantaggi.

Nello specifico questi i reati contestati e le relative misure adottate:

concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso per il Coppolino, al quale è stata applicata la misura cautelare in carcere e per il Rucci sottoposto invece alla misura degli arresti domiciliari;

falso ed abuso d’ufficio per Isgrò, Livoti, Bonomo e Di Pietro cui viene altresi’ contestata l’induzione indebita di dare o promettere utilità sottoposti alla misura interdittiva della sospensione da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune ad eccezione dell’Isgrò a cui è stata imposta la misura del divieto di esercitare la professione di architetto per mesi 6;

uso di atti falsi e favoreggiamento personale per Alligo al quale è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza;

abuso d’ufficio per Materia, la cui condotta è rappresentata dall’avere revocato illegittimamente l’incarico dell’allora Comandante della Polizia Municipale, sottoposto al divieto di dimora e di ingresso nel Comune di Barcellona.

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