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Cronaca

 

 

I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’ambito di un predisposto e mirato servizio di controllo del territorio, volto a garantire nell’arco serale e notturno maggiori condizioni di sicurezza sul territorio, in particolare in quello di Barcellona, Merì e Santa Lucia del Mela, hanno deferito in stato di libertà n. 5 soggetti, resisi responsabili di diversi reati, e segnalato al Prefetto di Messina n. 5 assuntori di sostanze stupefacenti.

 

Il dispositivo ha visto coinvolti gli equipaggi del Nucleo Operativo e Radiomobile nonché quelli delle Stazioni di Merì e Santa Lucia del Mela ed ha consentito di svolgere numerosi e mirati controlli nei luoghi di maggiore aggregazione del comprensorio.

 

I cinque soggetti denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, si sono resi responsabili rispettivamente: uno di detenzione abusiva di diverse e varie munizioni, rinvenute a seguito di una perquisizione domiciliare; uno di porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere, poiché trovato in possesso di un coltello da cucina; un sorvegliato speciale di p.s. per inosservanza alle prescrizioni impostegli; due soggetti per lesioni personali in concorso.

 

Nell’ambito dell’attività di contrasto al settore degli stupefacenti, sono state segnalate alla Prefettura di Messina n. 5 soggetti trovati in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente, per un totale di circa 25 grammi, che è stata inviata al RIS di Messina per gli esami di laboratorio.

 

I controlli eseguiti con alcoltest hanno consentito di segnalare quattro automobilisti in quanto presentavano un tasso alcolemico superiore al limite consentito, con contestuale ritiro delle rispettive patenti di guida.

 

Il servizio, nel suo bilancio complessivo, ha consentito di controllare n. 3 attività commerciali, n. 105 persone, 62 veicoli, il ritiro di 5 patenti di guida ed il fermo amministrativo di 4 veicoli. Dell’attività svolta dai militari della Compagnia di Barcellona verranno informati, per quanto di rispettiva competenza, la Procura della Repubblica di Barcellona e la Prefettura di Messina.

 

 

 

 

 

 

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 deve scontare la pena residua di due anni e undici mesi di reclusione

I Carabinieri della Stazione di Barcellona hanno arrestato, Puliafito Santo, 55enne barcellonese, il quale su disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria deve scontare la pena residua di due anni e undici mesi di reclusione in carcere per il reato di associazione mafiosa.

 

Il provvedimento scaturisce da una pregressa attività d’indagine nel 2012  condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Barcellona convenzionalmente denominata “Mustra”. L’inchiesta ha dimostrato l’intraneità del Puliafito a locale consorteria dei “barcellonesi”, mettendo in luce la sua diretta partecipazione a un episodio di violenza e danneggiamento, sfociato in gravi lesioni personali nei confronti di imprenditore locale, con l’aggravante del metodo mafioso.

 

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale Madia di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

 

 

 

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Ad intervenire le Volanti della Questura di Messina

PALELLA Paolo, messinese, anni 33, agli arresti domiciliari, è stato arrestato per il reato di evasione. Gli agenti delle Volanti, durante un controllo di routine, lo hanno sorpreso e riconosciuto in strada ieri, intorno alle 15.30. Era impegnato nei lavori di ristrutturazione dell’appartamento di un familiare.

L’uomo ha tentato di nascondersi, si è poi precipitato velocemente a casa, dove avrebbe dovuto trovarsi, ma è stato raggiunto e arrestato.

Il trentatreenne messinese, personaggio noto alle forze di polizia, arrestato in flagranza lo scorso ottobre per il reato di furto in abitazione in concorso e resosi già colpevole del reato di evasione, sarà giudicato stamani con rito direttissimo.

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Non rispetta le misure a lui imposte per il reato di maltrattamenti contro familiari:

 

I Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del Riesame di Messina su appello della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 41enne pregiudicato responsabile di plurime inosservanze delle misure del divieto di dimora nel comune di Messina e divieto di comunicazione a carattere telefonico o telematico con l’ex compagna e la figlia, a cui era sottoposto per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro, sotto la direzione e il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che hanno consentito di dimostrare come il 41enne fosse assolutamente insofferente e violasse ripetutamente le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.

L’uomo, infatti, non solo si era reso responsabile di continue minacce di morte, violenze, insulti e maltrattamenti, nel corso degli anni di convivenza, nei confronti della propria compagna, ma anche dopo la fine della loro relazione ha continuato con tali atteggiamenti sia nei confronti della donna che del legale della stessa.

A fronte di tali comportamenti, prontamente segnalati all’Autorità Giudiziaria dai Carabinieri, la Procura della Repubblica ha richiesto al GIP presso il Tribunale di Messina l’emissione di una severa misura restrittiva della libertà personale.

Il GIP ha quindi emesso nei confronti dell’uomo il divieto di dimora nel comune di Messina e il divieto di comunicazione a carattere telefonico o telematico con la persona offesa, misure però più volte violate già nei giorni immediatamente successivi alla notifica delle stesse.

Messaggi su facebook e foto che lo ritraevano in locali di Messina, nel più totale disprezzo delle misure a lui imposte e dimostrando in tal modo anche una incapacità nel rispettare le stesse.

Le gravi condotte poste in essere dal 41enne hanno indotto il Pubblico Ministero a presentare appello a tali provvedimenti, richiedendo la misura cautelare della custodia in carcere.

L’appello è stato prima accolto dal Tribunale del Riesame e definitivamente confermato in Cassazione.

Subito dopo la sentenza di inammissibilità della Suprema Corte di Cassazione circa il ricorso presentato dal 41enne alla richiesta di aggravamento della Procura della Repubblica di Messina, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata trasmessa ai Carabinieri per la notifica.

Poco dopo i militari dell’Arma si sono recati presso l’Ospedale Piemonte dove l’uomo, in stato confusionale, si era barricato in un bagno.

Il tentativo di sottrarsi al carcere, ovviamente, è risultato vano. Con l’ausilio dei Vigili del Fuoco i Carabinieri sono riusciti a entrare, bloccare l’uomo e a far scattare le manette ai suoi polsi.

Il 41enne è stato quindi accompagnato dai militari dell’Arma presso la Casa Circondariale di Messina “Gazzi” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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Nei giorni compresi tra il 21 ed il 25 maggio, personale della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Milazzo e della Delegazione di Spiaggia di Patti, congiuntamente al personale del 3° Nucleo Subacqueo Guardia Costiera, ha eseguito un sequestro di corpi morti posizionati nel tratto di mare prospicente il Comune di Gioiosa Marea, già individuati e censiti con l’impiego del battello della Guardia Costiera GC A64, utilizzati come abusivi punti di ormeggio per natanti da diporto.

 

Grazie all’intervento dei sommozzatori della Guardia Costiera, detta attività ha consentito la rimozione di 15 corpi morti di varie dimensioni con rispettivi spezzoni di cime in materiale vegetale e sintetico, abusivamente posizionati nello specchio acqueo antistante la località San Giorgio di Gioiosa marea. Presso la medesima località i militari della Guardia Costiera congiuntamente al personale della Polizia Municipale, e con il significativo supporto dell’amministrazione comunale, hanno provveduto al sequestro ed alla rimozione di 11 verricelli collocati abusivamente sul tratto di litorale in questione. A conclusione delle operazioni è stata redatta apposita informativa di reato, per la competente Procura della Repubblica di Patti, per le fattispecie previste dal Codice della Navigazione di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e violazione di leggi e regolamenti relativi alla sicurezza della navigazione.

L’operazione era finalizzata alla bonifica di un tratto di litorale a forte vocazione turistica, nel periodo estivo frequentato da un elevato numero di bagnanti e restituendo un  settore di arenile e di specchio acqueo alla libera fruizione.

 

Nei prossimi giorni la Guardia Costiera di Milazzo, congiuntamente alla dipendente Delagazione di spiaggia di Patti ed ai sommozzatori del 3° Nucleo subacqueo Guardia Costiera, continuerà l’attività di monitoraggio sistematico della fascia costiera di competenza al fine di prevenire e reprimere ogni illecito utilizzo del bene demaniale marittimo, a tutela della sicurezza della balneazione, della navigazione da diporto e di ogni altra attività ludico ricreativa che si svolge in mare nel rispetto delle norme vigenti in materia.   

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