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Cronaca

LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”

Comando Provinciale di Messina

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Comunicato stampa di giorno 10 gennaio 2015

 

Compagnia Carabinieri di Milazzo

Stazione di San Filippo del Mela, ”Arancia Meccanica”

Eseguite dai Carabinieri 7 misure cautelari (3 ai domiciliari e 4 obbligo di presentazione alla P.G.) per 2 diversi episodi caratterizzati da efferata violenza.

 

Nei giorni scorsi, i carabinieri della Stazione di San Filippo del Mela agli ordini del Luogotenente Rocco Romeo, hanno eseguito 7 misure cautelari emesse dal Tribunale di Barcellona P.G. – ufficio G.I.P, su richiesta della Procura di Barcellona, per due diversi episodi entrambi caratterizzati da una brutale violenza.

I due episodi benché appartenenti a due ambiti differenti e avvenuti in diverse circostanze di luogo e di tempo, hanno come comune denominatore : la giovane età degli aggressori, l’aver agito in “branco” e la particolare violenza.

-          Il primo episodio risale al 09 marzo 2014.

La vittima, una 32enne di Santa Lucia del Mela, poco dopo le 20, stava andando a prendere al lavoro a San Filippo una sua amica a bordo della sua autovettura. Giunta nella frazione Cattafi, si trovava di fronte un soggetto a lei conosciuto che le imponeva di arrestare la marcia. A quel punto la vettura veniva circondata da quattro malintenzionati che dopo aver aperto lo sportello del veicolo la trascinavano fuori e cominciavano a colpirla, prima con calci e pugni, e poi con un bastone di legno alla testa. Al termine dell’agguato, i quattro saltavano a bordo del veicolo e consumando così la rapina si davano alla fuga con il mezzo rubato. La vittima, ferita e sotto shock per l’accaduto, veniva soccorsa prima dai Carabinieri e poi dai sanitari dell’Ospedale di Milazzo che la giudicavano guaribile in una decina di giorni.

I Carabinieri della Stazione di San Filippo del Mela cominciavano così una serrata attività di indagine per ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili. Nel corso delle indagini, due giorni dopo la rapina, gli operanti rinvenivano, abbandonata a Pace del Mela, la vettura illecitamente sottratta, sulla quale veniva eseguito un accurato sopralluogo e degli accertamenti tecnici da parte del RIS di Messina. Gli operanti attraverso gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte riuscivano a ricostruire l’intera dinamica e a individuare compiutamente i responsabili.

Al termine degli accertamenti, su richiesta dalla Procura di Barcellona, che concordava pienamente con i riscontri investigativi dei Carabinieri, venivano sottoposti a misure cautelari, per rapina in concorso e lesioni personali aggravate:

-          Otera Fulvio, 33enne, di San Filippo già noto alle forze dell’ordine, sottoposto agli arresti domiciliari;

-          Otera Marco, 22 enne, fratello di Fulvio, di San Filippo già noto alle forze dell’ordine, sottoposto agli arresti domiciliari;

-          Maiorana Raffaele, 19enne, di Pace Del Mela, già noto alle forze dell’ordine, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;

-          Manuri Tindaro, 33enne, di Pace Del Mela, già noto alle forze dell’ordine, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

-          Il secondo episodio risale al 16 luglio 2014.

Presso il centro sportivo dell’Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella a S. Filippo del Mela, si stava disputando la finale di un torneo di calcio a 5, organizzato dal locale parroco  e denominato torneo “dell’amicizia”. Nonostante il riferimento all’amicizia, in campo si respirava un clima teso. Una delle due squadre era sotto di alcuni goal, soprattutto a causa di un giovane attaccante, dal fisico esile ma dal grande talento, che da solo aveva segnato otto reti. Nella squadra che si avviava a perdere cresceva il nervosismo e soprattutto la frustrazione verso il giovane attaccante considerato la causa principale della dura sconfitta. A un certo punto, uno dei calciatori avversari, incassato l’ennesimo goal, in preda alla rabbia colpiva il giovane attaccante con una testata e con calci e pugni. Sugli spalti ad assistere all’incontro c’era anche il fratello maggiore del giovane attaccante, un 29enne di S. Filippo che fa il cameriere in Germania, che vista l’aggressione in corso, cercava di entrare in campo per difendere il suo germano. Giunto al cancello d’ingresso del campo, il fratello maggiore vedeva due giocatori della squadra avversaria che prima insultavano e poi aggredivano l’arbitro. Tentava comunque di entrare in campo ma un calciatore avversario, prima gli ostruiva l’ingresso e poi lo colpiva con calci e pugni. In pochi istanti il 29enne si trovava circondato da tre calciatori della squadra avversaria che lo aggredivano con particolare ferocia, tanto da farlo cadere sul tavolo dove erano esposte le coppe, trofei del torneo. La vittima veniva aggredita più volte con calci e pugni fino a che uno degli aggressori raccoglieva addirittura una coppa da premiazione, di marmo e metallo, caduta a terra e lo colpiva con questa duramente e ripetutamente al viso.

Il 29enne, gravemente ferito a seguito della vile aggressione dei tre, veniva trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona dove gli veniva diagnosticato un trauma cranico-facciale con varie fratture e la perforazione di un timpano, lesioni gravissime guaribili in più di un mese.

I Carabinieri di San Filippo del Mela poco dopo l’aggressione cominciavano una serrata attività di indagine per ricostruire con esattezza le fasi dell’aggressione e individuare i responsabili. Al termine degli accertamenti, su richiesta dalla Procura di Barcellona, che concordava pienamente con i riscontri investigativi dei Carabinieri, venivano sottoposti a misura cautelare, per lesioni gravissime in concorso:

-          Mazzeo Antonino, 30enne di Barcellona P.G., già noto alle forze dell’ordine, sottoposto agli arresti domiciliari;

-          Fiore Giovanni, 25enne di Milazzo, già noto alle forze dell’ordine, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;

-          Dama Giuseppe, 28ennedi Milazzo già noto alle forze dell’ordine, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.


 

 

 

     

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Gioiosa Marea: I Carabinieri arrestano un ventenne e denunciano due fratelli per danneggiamenti all’interno della Stazione Ferroviaria. 


 

Arrestato, dai Carabinieri della Stazione di Gioiosa Marea, IGOR, La Spina di 19 anni , residente a Villafranca Tirrena, e denunciate due persone, con l’accusa di danneggiamento aggravato in concorso. I Carabinieri sono intervenuti presso la stazione ferroviaria di Gioiosa Marea dove poco prima era stato appiccato fuoco a una locandina comunale ed era stata danneggiata una telecamera ed il cavo di alimentazione della biglietteria automatica. L’immediato sopralluogo presso la stazione FS e soprattutto la tempestiva visione dei filmati di registrazione dalle telecamere presenti in stazione hanno permesso ai militari dell’Arma di identificare gli autori del danneggiamento in tre giovani precedentemente fermati mentre stavano discutere animatamente nei pressi della sala d’aspetto.

LA SPINA dopo le formalità di rito, su disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Patti Dottoressa Maria Milia, è stato condotto presso la camera di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Patti, in attesa dell’udienza che si terrà, con rito direttissimo, presso il Tribunale di Patti in data odierna.


REDAZIONE

 

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LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”

Compagnia Carabinieri Santo Stefano di Camastra

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Comunicato stampa del 26 DIC 2014

 

 

CESARO’ (ME): Carabinieri procedono al sequestro di due quintali di carni e denunciano una persona per macellazione clandestina.

I Carabinieri della Compagnia Santo Stefano di Camastra con l’intervento del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Catania, hanno messo in atto un capillare servizio di controllo finalizzato alla sicurezza alimentare e della salute dei consumatori, ancor più intensificato in vista delle festività natalizie che ha portato al sequestro di due quintali di carne suina e ovino/caprina macellata clandestinamente ed alla denuncia di una persona per macellazione clandestina. Nei giorni scorsi, in particolare, i militari dell’Arma di Cesarò, unitamente a quelli del Nucleo Operativo della predetta Compagnia ed ai Carabinieri del NAS di Catania, hanno svolto attività ispettiva su un’Azienda Agricola di allevamento bovini-equini e su alcune macellerie di Cesarò e San Teodoro dove all’interno delle rispettive celle frigorifere venivano rinvenuti diversi animali macellati clandestinamente poiché, come appurato, privi dei prescritti requisiti di tracciabilità, identificazione, marchio e controllo sanitario e pertanto macellati in luoghi non idonei e senza alcuna precauzione igienico-sanitaria. La carne macellata, veniva successivamente sottoposta ad ispezione sanitaria da personale del servizio veterinario dell’ASP di Taormina e dichiarata non idonea al consumo umano.

Poiché i responsabili non sono stati in grado di dimostrare la proprietà degli stessi, i militari operanti hanno, quindi, proceduto alla denuncia a piede libero di una persona per macellazione clandestina ed al sequestro della carne per la successiva termodistruzione affidata ad una Ditta autorizzata allo smaltimento.

 

Il tempestivo e professionale controllo esperito dagli operanti ha consentito di impedire che il prodotto finito potesse andare ad imbandire le tavole dei cittadini durante le festività .

 

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LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”

Comando Provinciale di Messina

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Comunicato stampa del 22 dicembre 2014

 

 

 

Compagnia di Patti

Patti fraz. Mongiove. Rinvenimento armi.      

 

Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri di Patti hanno rinvenuto nella Frazione Mongiove di Patti, con precisione nella zona denominata Valle Tindari, una busta di plastica contente una pistola di tipo revolver cal. 32 con all’interno 6 colpi, una pistola lancia razzi, ulteriori 7 colpi calibro 32 ed uno calibro 22, tutte ben oliate e in ottimo stato di conservazione.

La zona, piuttosto impervia e di difficile accesso ma di una bellezza paesaggistica incredibile, è molto frequentata da turisti nel periodo estivo ma semideserta nei mesi più freddi. Proprio l’anomala presenza negli ultimi periodi di mezzi sul posto ha insospettito i militari dell’Arma. Sono stati quindi predisposti in tutta l’area una serie di servizi perlustrativi ad hoc con idonei mezzi fuori strada e questa mattina transitando vicino al ponte di Valle Tindari i militari notavano occultata fra dei massi una busta trasparente all’interno della quale sono state rinvenute le armi.

 

Le pistole e le cartucce sono state prontamente sottoposte a sequestro e messe a disposizione dell’A.G. di Patti per il successivo invio al RIS di Messina per stabilire se le armi sono state utilizzate in altri delitti.

 

  


 

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La Polizia di Stato sgomina una associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.


 

Sono ventotto le persone arrestate stamani dalla Polizia di Stato per traffico di droga. L’ordinanza di misura cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina, Dott. Antonino Francesco GENOVESE, su richiesta dei Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura della Repubblica, Dott. Giuseppe Verzera e Dott. Camillo Falvo (oggi trasferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro), ha colpito al cuore un sodalizio criminale, operante su Messina e provincia, considerato la principale organizzazione in città dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con esponenti riconducibili al Rione Mangialupi di acclamato spessore criminoso. 

Fiumi di droga – hashish, cocaina, eroina e marijuana – sono stati acquistati in Calabria, stoccati, lavorati e distribuiti nel capoluogo peloritano e ben oltre i limiti territoriali di questa provincia, infiltrandosi nel limitrofo capoluogo etneo.

I soggetti raggiunti stamani da custodia cautelare in carcere sono 23; 5 gli individui agli arresti domiciliari come da successivo elenco. Sono stati tutti arrestati anche grazie alla collaborazione delle sezioni investigative dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di questa provincia ed delle Squadra Mobile delle Questure di Siracusa, Enna, Catania, Trapani, Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia.

 

Custodia cautelare in carcere per:

ARENA Giuseppe, detto 'Teppe", nato a Messina il 14.01.1976, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi;

ARICO' Antonino, nato a Messina, il 29.07.1971;

ASPRI Angelo, soprannominato "u puffo", nato a Messina il 09.08.1983;

BALUCE Maria, detta "Marisa", nata a Messina, il 19.01.1977;

BARTONE Luciano, nato a Messina il 26.01.1971;

CAPRIA Giovanni, soprannominato "scuddino" o "scordino," nato a Messina il 19.12.1989;

CASABLANCA Antonino, soprannominato "topolino", nato a Messina il 12.03.1976, pluripregiudicato ;

CORRIDORE Nunzio, soprannominato "Ciuccia", nato a Messina il 19.02.1977;

CUSCINA' Giovambattista, soprannominato "u cocculu”, nato a Messina il 21.06.1979;

DE DOMENICO Francesco, soprannominato "Ciccio rambo", nato a Messina il 31.03.1972;

DE LUCA Salvatore, nato a Patti (ME) il 02.04.1987;

ERBA Pasquale, nato a Messina il 18.03.1967;

FURNARI Salvatore, soprannominato "cirino", nato a Messina il 12.11.1963;

GANGEMI Salvatore, nato a Messina il 20.10.1965;

MISITI Achille, nato a Milano il 05.05.1980;

MUSCARA' Antonino, nato a Messina il 05.02.1970;

RAGUSA Daniele, nato a Messina il 28.04.1991;

SCHEPIS Basilio, nato a Milazzo il 24.12.1961;

SCHEPIS Felice, nato a Messina il 07.05.1976;

SCHEPIS Giovanni, soprannominato "papero" e/o "''paparino” nato a Messina il 19.12.1966, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia;

SCHEPIS Santino Emanuel, nato a Messina il 30.04.1989;

TAMBURELLA Francesco, nato a Messina il 26.04.1983;

TROVATO Alfredo, nato a Messina il 07.05.1965.

 

Arresti Domiciliari per:

ASSENZIO Giovanni, nato a Messina il 07.04.1965; 

TRIOLO Giuseppe, nato a Messinail 15.02.1981, in atto sottoposto agli arresti domiciliari presso la Comunità Faro in Marsala (Tp);

CATALANO Alessandro, nato a Messina il 07.08.1992;

DE LUCA Salvatore, nato a Magenta (MI) l'I 1.10.1978;

PARATORE Francesca, nata a Messina il 20.01.1980.

 

I risultati odierni raggiunti dalla Polizia di Stato contro il crimine organizzato sono il frutto di una lunga e complessa attività investigativa avviata dalla locale Squadra Mobile nel dicembre del 2010 quando 64 persone furono individuate e denunciate in stato di libertà a vario titolo come accoliti di un primo nucleo inserito nel narcotraffico guidato dai fratelli Basilio, Giovanni e Felice Schepis.

I successivi sviluppi hanno poi delineato un gruppo ben più rilevante ed organizzato con una struttura tentacolare ed una propria rete di distribuzione capillare che permetteva di alimentare l’attività di spaccio al dettaglio, nonché di provvedere al rifornimento di altri sodalizi minori con spacciatori operanti su tutto il territorio.

Non è stato semplice ricostruire il modus operandi del gruppo che operava con scaltrezza affinché nulla potesse trapelare. Comunicazioni telefoniche brevi e criptiche, luoghi di volta in volta sempre diversi ove avviare e concludere trattative, schede telefoniche “pulite” ed autovetture non sospette per il trasporto di grossi quantitativi di droga hanno protetto il gruppo fino a quando immagini ed intercettazioni ambientali e telefoniche, completate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno smantellato, pezzo per pezzo, l’organizzazione criminale.

Il lavoro degli investigatori ha portato, infatti, a scoprire dapprima i ruoli, ben strutturati all’interno del gruppo: in cima alla piramide TROVATO Alfredo, capo indiscusso dell’associazione con il compito di pianificare tutte le strategie relative ai contatti con i fornitori, alla distribuzione della droga, all’esazione dei crediti maturati. Al suo fianco c’era ARENA Giuseppe, braccio destro che lo coadiuvava in tutte le attività illecite concertando insieme le differenti strategie. A seguire GANGEMI Salvatore, collettore del denaro delle partite di droga che provvedeva ad effettuare le consegne e a custodire lo stupefacente spostandolo di volta in volta. BALUCE Maria, la “marisa” e BARTONE Luciano, custodi presso la propria abitazione della sostanza stupefacente e delle attrezzature per il taglio ed il confezionamento. CASABLANCA Antonino che aveva il compito di “degustare” la droga al fine di verificarne la qualità. Ed infine CAPRIA Giovanni, CORRIDORE Nunzio, CUSCINA’ Giovambattista, DE DOMENICO Francesco, ERBA Pasquale, MUSCARA’ Antonino, RAGUSA Daniele, DE LUCA Salvatore (classe 1987) ed ARICO’ Antonino, pusher accreditati dell’intera associazione.

I poliziotti hanno poi scoperto la zona operativa scelta dal gruppo, una vera e propria roccaforte nelle immediate prossimità del rione Mangialupi, il cui crocevia e sala operativa era un esercizio commerciale ben noto del quartiere, costantemente presidiato e reso ancora più difficile da penetrare dagli investigatori per la peculiare conformazione dei luoghi, caratterizzata da vicoli stretti e budelli ciechi. Uno di questi, appena un vicoletto, era principale luogo di trattative e scambi.

Nel corso delle indagini durate anni, fu proprio la costante e certosina sorveglianza del vicoletto e dell’area limitrofa a consentire l’arresto del fratello del capo dell’organizzazione sgominata oggi – Trovato Franco, resosi irreperibile il 19 dicembre del 2011 quando, nel corso dell’operazione Ruota Libera, si sottrasse alla cattura. Fu stanato pochi giorni dopo, il 29 dicembre dello stesso anno. In quell’occasione fu arrestato in flagranza di reato anche RIZZO Mario, alias “Mizzica”, ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento personale e sequestrata la somma di euro 2.070,00 in banconote di vario taglio, denaro necessario per sostenere la latitanza dell’uomo.

L’arresto del Trovato costituì uno step importante nel proseguo delle indagini caratterizzate ora da altri arresti e sequestri di droga come nell’agosto del 2011 o nel settembre dello  stesso anno ed ancora nel gennaio del 2012 e di ingenti somme di denaro, profitto dell’attività di spaccio, fino a stamani, con l’arresto delle figure apicali del gruppo e dei principali accoliti.

Durante le perquisizioni domiciliari di stamani, all’interno di alcune abitazioni, altra droga è stata rinvenuta, ben 600 grammi tra cocaina, eroina e marijuana, sequestrata dai poliziotti con la somma di 71.000 euro, ritenuta provento di attività illecite.

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