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Cronaca

 due incensurati arrestati dai Carabinieri. 

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I  Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, due incensurati, bloccati con due ciclomotori rubati.

Si tratta del 19enne  F. F. e di un minore di 16 anni.

Un equipaggio della gazzella dell’Arma, nel transitare in Via La Farina, all’altezza della Via San Cosimo, notava due giovani a bordo di due ciclomotori: un piaggio liberty ed una vespa 50.

I soggetti, avendo intuito l’intenzione di essere sottoposti a controllo da parte dei militari dell’Arma, tentavano di darsi alla fuga, invertendo repentinamente la marcia. Inseguiti e raggiunti nella Via Bologna i due individui venivano bloccati con l’ausilio di altre  autoradio le quali,  allertate nel frattempo, convergevano nella zona.

Il successivo  controllo dei mezzi, eseguito nell’immediatezza su strada, permetteva non solo di notare evidenti segni di forzatura nel bussolotto d’accensione di entrambi i motoveicoli ma anche di cogliere, da una successiva verifica, che entrambi risultavano oggetto di furto; la vespa era stata da poco rubata,  mentre il liberty risultava asportato il 16 gennaio 2018. 

Sottoposti a perquisizione personale, uno di essi veniva trovato in possesso di un cacciavite (con il quale verosimilmente erano stati forzati i bussolotti della serratura dei mezzi). Scattava pertanto l’arresto per furto aggravato e ricettazione nei confronti dei predetti.

Su disposizione delle competenti AA.GG., il minore veniva accompagnato presso il Centro di Prima accoglienza per i Minori di Messina mentre il 19enne veniva tradotto, per la celebrazione del rito per direttissima, presso il Tribunale di Messina, al termine del quale il GIP, dopo aver convalidato l’arresto ne disponeva la sottoposizione dell’obbligo di dimora con permanenza in casa.

 

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 I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), dott. Fabio Gugliotta, su richiesta della locale Procura della Repubblica (il Procuratore della Repubblica, dott. Emanuele Crescenti, e il Sostituto Procuratore  Sarah Caiazzo sono i titolari delle indagini), nei confronti di 2 soggetti, ritenuti responsabili in concorso dell’incendio che, la notte del 29 dicembre 2017, ha semidistrutto una sala ricevimenti in Monforte San Giorgio.

Il provvedimento cautelare scaturisce dalle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Messina, i cui esiti hanno consentito di identificare i due giovani che, utilizzando alcune taniche di benzina, avevano appiccato il fuoco all’immobile per vendicarsi di essere stati costretti qualche sera prima, dal personale addetto alla sicurezza, ad allontanarsi da una discoteca gestita dagli stessi proprietari del locale dato alle fiamme.

A finire in manette il 24enne BERTE’ Luca ed il 19enne LUPO Mirko, entrambi originari di Venetico (ME), ritenuti responsabili di incendio aggravato in concorso.

L’attività investigativa iniziava la sera del 29 dicembre 2017, allorquando i militari dell’Arma intervenivano presso la sala ricevimenti “Santorini” di Monforte San Giorgio, interessata da un vasto incendio, constatando la distruzione di tutti gli arredi, gravissimi danni a tutte le pareti e la rottura di tutte le vetrate. Nel corso dell’approfondito sopralluogo i militari dell’Arma rinvenivano e sequestravano, all’interno dell’edificio, due taniche della capacità di 25 litri contenenti residui di liquido infiammabile, una mazza per carpenteria, verosimilmente utilizzata per rompere una porta secondaria di accesso al locale, un guanto ed un accendino mentre all’esterno venivano rinvenuti un passamontagna, 2 paia di scarpe parzialmente bruciate ed indumenti contenenti tracce ematiche, tutti elementi che avvaloravano la natura dolosa dell’incendio.

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Seguendo tale ipotesi gli investigatori interpellavano diverse strutture sanitarie di questa provincia, accertando che presso il Policlinico di Messina, la stessa notte era stato ricoverato un giovane, successivamente identificato in BERTE’ Luca, con diverse ustioni agli arti inferiori e superiori.

Le indagini dei carabinieri, condotte anche mediante l’utilizzo di attività tecniche hanno permesso di raccogliere un quadro indiziario, rassegnato alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, permettendo di dimostrare la condotta delittuosa e documentando, in particolare, la dinamica del grave atto incendiario a carico di entrambi i soggetti.

Si accertava infatti che la sera del 29 dicembre 2017, uno dei malviventi, il BERTE’ Luca, una volta giunto sui luoghi, iniziava a spargere benzina all’ingresso del locale, per poi continuare anche all’interno; a questo punto, il complice, LUPO Mirko, rimasto all’ingresso, non essendosi accorto che l’ingresso era già cosparso di liquido infiammabile, appiccava il fuoco – verosimilmente in ragione dei vapori altamente infiammabili – provocando immediatamente l’incendio con il correo ancora l’interno dell’immobile. In tale circostanza, il BERTE’ trovandosi intrappolato dalle fiamme è stato costretto ad una precipitosa fuga attraverso le fiamme, non essendovi altre vie di fuga percorribili, che quella utilizzata per accedere al locale. Dopo essere uscito dal locale il BERTE’ si spogliava, abbandonando gli indumenti bruciati, e ricorreva alle cure mediche presso il Policlinico di Messina.

Come è ulteriormente emerso dalle indagini, l’impiego di un elevato uso di combustibile e la modalità concreta con la quale il fuoco veniva appiccato, nonché le conseguenze che ne sono derivate anche a carico degli stessi autori fanno ritenere che l’intento fosse quello di cagionare danni di ingenti proporzioni alla sala ricevimenti, peraltro prossima all’inaugurazione (prevista il successivo 31 dicembre).

Il grave gesto sarebbe stato motivato da una “vendetta” per essere stati costretti, qualche sera prima, dal personale addetto alla sicurezza, ad allontanarsi dall’attigua discoteca “Manila” gestita dagli stessi proprietari del locale dato alle fiamme.

Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati ristretti nel casa circondariale di Messina - Gazzi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria barcellonese.

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 I Carabinieri della Stazione di Scaletta Zanclea, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Alì Terme,  hanno tratto in arresto in flagranza per “rapina aggravata” B.D., incensurato messinese 27enne.

Pensava di aver messo a segno con successo un facile e brillante colpo, ma il finale è stato decisamente diverso dalle  aspettative: adesso dovrà rispondere della pesante accusa di rapina aggravata. Il giovane, ha seguito un’anziana donna di Scaletta Zanclea appena uscita da un supermercato e prima che la stessa entrasse in casa l’ha strattonata con violenza, facendola cadere a terra, impossessandosi di una borsa che aveva con sè; dopo il colpo è fuggito a gran velocità a bordo di un’autovettura.

Immediato è stato l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione, che in quel momento erano  impegnati in un servizio di controllo del territorio, e, giunto l’allarme, hanno raccolto tutti gli elementi per identificare l’autore del fatto mettendosi sulle tracce del fuggitivo.

E’ stato rapidamente attuato un dispositivo che ha consentito di interdire ogni possibile via di fuga sul litorale ionico e di intercettare sul lungomare di Alì Terme l’incensurato 27enne, bloccato dai Carabinieri della locale Stazione.

Il giovane si è subito reso conto di non avere via di scampo ed ha ammesso le proprie responsabilità, indicando ai militari il sito in cui aveva occultato la borsa sottratta all’anziana. Il prevenuto è stato dunque dichiarato in arresto e, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso il Carcere di Gazzi.

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Scoperti, all’interno di un casolare rurale, tre ordigni esplosivi artigianali e numerose munizioni da fucile.

 

I Carabinieri della Stazione di Santa Lucia del Mela, nel pomeriggio di ieri, hanno arrestato in flagranza un pastore per detenzione illegale di esplosivi.

L’attività è frutto di un articolato servizio mirato al contrasto della detenzione illegale di armi nelle località più remote del territorio della Stazione di Santa Lucia del Mela, con l’ausilio dei Carabinieri dello “Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia”.

In particolare i militari dell’Arma dopo un’attenta osservazione hanno localizzato in zona montana ed impervia, a più di un’ora di strada dal centro cittadino, un casolare rurale, in uso ad IMPALA’ Antonino, pastore di 54 anni; all’interno del quale, a seguito di mirata perquisizione, sono stati rinvenuti, abilmente occultati in una cassapanca chiusa a chiave, 3 ordigni esplosivi dal peso totale di circa 1.6 kg, artigianalmente confezionati e dotati di miccia a lenta combustione. Il potere detonante degli ordigni è stato avvertito per il forte boato dovuto alla deflagrazione dagli abitanti del vicino paese allorquando, alle 16.30 successive, i militari del Nucleo Carabinieri Artificieri di Catania hanno fatto brillare l’esplosivo. Inoltre, durante la perquisizione, sono state rinvenute numerose cartucce per fucile cal. 12.

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina per svolgere rilievi tecnici. Una modica quantità di polvere pirica contenuta negli ordigni è stata sequestrata e sarà trasmessa ai competenti laboratori del RIS di Messina per gli esami tecnici al fine di stabilirne la composizione chimica e verificarne l’eventuale ulteriore impiego in altre circostanze.

L’arrestato al termine delle formalità di rito, come disposto dall’A.G., è stato associato presso la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto 

 

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Una richiesta di intervento giunta  alla sala operativa e diramata ai poliziotti  delle Volanti della Questura di Messina, intervenuti prontamente, ha portato all’arresto di un nigeriano accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Il fatto si consuma nei pressi di un supermercato del Viale Regina Elena dove lo straniero con fare minaccioso ed insistentemente chiede l’elemosina inveendo contro quanti non soddisfano la sua richiesta.

I poliziotti si avvicinano per identificarlo ma l’uomo in tutta risposta, tolto il proprio giubbotto con atteggiamento di sfida, vi si scaglia contro. Nonostante i tentavi di bloccarne la furia aggressiva riesce a divincolarsi ed a darsi alla fuga interrotta dopo pochi metri dagli operatori che, resistendo ai calci ed agli spintoni, non senza conseguenze, dovendo entrambi ricorrere alle cure mediche, grazie anche  all’uso dello spray alla capsicina ( più noto come spray al peperoncino) riescono a neutralizzarne l’ostilità e la riottosità.

Il giovane viene condotto presso gli uffici di Polizia ed identificato: trattasi di Goodluck John di anni 26  il quale trattenuto presso le camere di sicurezza sarà giudicato per direttissima così come disposto dall’ A.G.  informata dell’accaduto.

 

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