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Cronaca

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milazzo agli ordini del Maresciallo Aiutante Rocco Fleres insieme ai Carabinieri della Stazione di Milazzo ed agli agenti del locale Commissariato di PS, hanno faticato non poco per sedare una rissa tra due distinte “fazioni” in pieno centro, in Via Regis a Milazzo.

Ad attirare l’attenzione di una pattuglia del Nucleo Radiomobile le forti urla di alcune donne che erano venute alle mani. Con l’intervento dei militari la situazione sembrava essersi calmata. Poi improvvisamente, con “il ritorno” di altri “contendenti”, che precedentemente si erano allontanati, sotto gli occhi dei Carabinieri, si è scatenata una vera e propria rissa senza esclusione di colpi che ha visto coinvolti 3 uomini e 4 donne. Nonostante la presenza dei Carabinieri i 7 hanno continuato a offendersi e a colpirsi a vicenda, rendendo necessario l’intervento di una pattuglia del Commissariato di PS di Milazzo e un’altra dei Carabinieri della Stazione di Milazzo. Solo grazie all’immediato intervento delle forze dell’ordine si riusciva a riportare finalmente la calma.

Sul posto interveniva anche un’ambulanza poiché, a seguito delle più o meno violente colluttazioni, tutti e 7, 3 uomini e 4 donne, riportavano contusioni ed escoriazioni varie, con prognosi comprese tra i 3 e i 7 giorni.

Tutti e 7, appartenenti a due famiglie diverse che hanno costituito due avverse “fazioni”, venivano tratti in arresto in flagranza per i reati di rissa e lesioni. Su disposizione della Procura della Repubblica di Barcellona P.g. diretta dal Procuratore Dott. Emanuele Crescenti, venivano ristretti presso le proprie residenze in regime di arresti domiciliari. Gli arrestati sono:

-          BUTA SAVERIO, milazzese classe 1964, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine;

-          BUTA FRANCESCO, milazzese classe 1987, disoccupato, già noto alle forze dell’ordine ;

-          MAZZA GRAZIA, barcellonese classe 1968, casalinga, già nota alle forze dell’ordine;

-          SOTTILE TANIA TINDARA, milazzese classe 1984,  disoccupata, già nota alle forze dell’ordine;

-          SOTTILE MARIKA, di San Filippo del Mela classe 1980;

-          VITALE PATRIZIA, milazzese classe 1957, operaia, già nota alle forze dell’ordine;

-          VITALE ALDO, milazzese classe 1961.

 

A provocare la rissa e l’acceso dissidio sarebbero stati dei precedenti dissapori legati a questioni legali e giudiziarie, che vedrebbero alcuni componenti delle due famiglie già contrapposti in tribunale. La maggior parte dei “contendenti” sono di fatto “vicini di casa” e abitano tutti in Via Regis a Milazzo, strada che è diventata “teatro” di questa rissa senza esclusioni di colpi e dove le donne hanno avuto un ruolo attivo e determinante, dimostrando particolare violenza e irrefrenabile ira. Basti pensare che una di loro, nel corso delle colluttazioni ha afferrato un mattone d’argilla e si stava accingendo a colpire un’altra contendente. Solo il pronto intervento di uno degli operanti ha evitato che la rissa finisse in tragedia.

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Nella giornata odierna personale dipendente dalla Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Milazzo, congiuntamente ad una pattuglia della Polizia stradale del distaccamento di Barcellona P.G., durante una attività di vigilanza e controllo sulla filiera commerciale del prodotto ittico, hanno rinvenuto all’interno di un furgone presso il casello di Villafranca tirrena, un ingente quantitativo di prodotto appartente alla specie novellame di sarda.

All’interno del furgone erano, infatti, custodite 82 cassette di polistirolo contenenti 460 Kg. circa di novellame di sarda e 37 cassette contenenti 170 Kg. circa di seppie, destinate al mercato di Palermo, per un totale di Kg. 630.

L’intero quantitativo è stato sottoposto a sequestro per violazione della vigente normativa nazionale e comunitaria che disciplina le taglie minime delle specie ittiche e per mancanza di idonea documentazione per accertarne la provenienza e garantirne la tracciabilità.

Il conducente del mezzo e l’altro soggetto presente a bordo sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.

Durante l’attività sono stati altresì elevati n. 4 verbali amministrativi per violazione delle norme inerenti la tracciabilità del prodotto ittico in tutte le fasi della commercializzazione, per un importo complessivo di euro 6.000.

La cattura e la commercializzazione di esemplari di prodotto ittico sotto la misura minima consentita è tra gli illeciti in materia di pesca più gravi e pertanto più severamente puniti, rappresentando una seria minaccia per la risorsa ittica. 

I controlli della Capitaneria di porto Guardia Costiera di Milazzo continueranno nei prossimi giorni, lungo l’intero territorio di giurisdizione, al fine di contrastare il fenomeno della pesca illegale, a tutela del patrimonio ittico, dell’ambiente marino e della sicurezza alimentare dei consumatori.

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Quello lanciato questa mattina da uno sconosciuto, il quale attraverso una telefonata fatta pervenire al centralino del palazzo di giustizia, verso le 9,30 avvertiva la presenza di un ordigno. Scattavano tempestivamente  tutte  le misure di massima emergenza, con gli uomini della polizia giudiziaria e  del nucleo operativo dei carabinieri, coordinate dal Procuratore Capo Rosa Raffa. Nello stesso tempo,  sospese tutte le  udienze che erano già iniziate da pochi minuti, mentre tutti gli addetti ai lavori, ovvero magistrati, avvocati, personale e quanti si trovavano all’interno,  invitati ad uscire fuori, Iniziavano   i controlli di tutta la vasta area,  sia interna che esterna del palazzo di Giustizia , perquisite singolarmente tutte le macchine, situate dentro il parcheggio dell’edificio e in quello   adiacente  di piazza  Salvo D’Acquisto. Dopo oltre due ore di continui controlli il tutto si rivelava un autentico scherzo sia pure di pessimo giusto, tanto che riprendevano le attività sospese.

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Nel pomeriggio di martedì 23 febbraio 2016, i Carabinieri della Stazione di Montalbano Elicona, a seguito di segnalazione pervenuta da alcuni cittadini Montalbanesi, sono intervenuti lungo il Corso Principe Umberto, bloccando un cittadino di origine austriaca che dopo avere consumato il pranzo presso un rinomato ristorante del centro montano ha sottratto del denaro al titolare dell’esercizio, tentando immediatamente la fuga. Dalla ricostruzione della dinamica fatta dai militari che hanno sentito numerose testimonianze, il cittadino austriaco, giunto a Montalbano Elicona insieme ad un connazionale per turismo, avrebbe richiesto di pagare il conto con una banconota da 500 euro. Quando il commerciante era giunto al tavolo con il resto necessario il turista, Thomas Regensburger, 55enne  austriaco, forse in stato confusionale a causa dell’eccessivo consumo di vino o forse allo scopo di raggirare il commerciante, senza consegnare la banconota da 500 richiedeva con veemenza che gli fosse restituito il resto. Ne scaturiva un’accesa discussione nel corso della quale il cittadino austriaco spintonava il ristoratore, lo bloccava al suolo, gli sfilava il portafogli dalla tasca e, recuperati i 470 euro del resto, si dava a immediata fuga per le vie del paese. In soccorso dello sventurato ristoratore giungevano alcuni passanti che riuscivano a bloccare il cittadino austriaco e, successivamente, una pattuglia dell’Arma unitamente a personale della Polizia Municipale che, accertato quanto avvenuto, hanno accompagnato il fermato presso la locale Stazione Carabinieri, dove lo stesso austriaco è stato dichiarato in arresto. I Carabinieri hanno recuperato e restituito l’intera somma in denaro al ristoratore. L’arrestato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Barcellona pozzo di gotto, come disposto dal PM della Procura della Repubblica di Barcellona pozzo di gotto, Dott.ssa Caiazzo, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

 

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Vendita e cessione di sostanza stupefacente e violenza sessuale i reati contestati.

 

Lo scorso 10 agosto, dopo aver assunto una dose di MDMA, decedeva la sedicenne Ilaria Boemi. Le indagini avviate dalla Squadra Mobile avevano già portato nello scorso dicembre all’emissione di un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due giovani donne e del collocamento in comunità di una terza ragazza, ritenute responsabili di cessione di sostanze stupefacenti alla giovane vittima.

 

Oggi, il prosieguo delle indagini ha portato all’esecuzione di un provvedimento di arresto, emesso dal GIP presso il Tribunale di Messina d.ssa Maria Militello su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica d.ssa Stefania La Rosa, nei confronti di Restuccia Giuseppe, trentunenne di Messina, per aver venduto sostanza stupefacente a persone di età minore; e Triscari Piero, trentanovenne di Messina, per violenza sessuale e cessione di sostanza stupefacente a minori.

 

Ad essi gli investigatori della Squadra Mobile sono arrivati dopo aver delineato i fatti dai contorni sempre più allarmanti.

 

In particolare i poliziotti hanno individuato in Restuccia Giuseppe - detto “Spina” - l’uomo che in diverse occasioni ha venduto sostanza stupefacente, del tipo hashish e MDMA a minori, nonchè alla pusher, che, successivamente, ha materialmente ceduto ad Ilaria la dose letale.

 

Il secondo arrestato si identifica nel trentanovenne Triscari Piero, al quale sono contestati due diversi episodi di violenza sessuale nei confronti di due ragazze minorenni, ed altresì di avere, in tempi diversi, ceduto sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana a minori tra cui Ilaria.

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