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Cronaca

 

Legione Carabinieri “Sicilia”

Comando Provinciale di Messina

 

Comunicato stampa di giorno 26 novembre 2014

 

Compagnia Carabinieri di Patti

Controlli dei Carabinieri agli Istituti Scolastici di Patti :il Cane Bak del Nucleo Carabinieri Cinofili recupera circa 100 grammi di marijuana. In manette uno studente diciassettenne ed un altro segnalato per stupefacenti.

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Patti unitamente a quelli dell’Aliquota Operativa della Compagnia e con la collaborazione dei colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo hanno tratto in arresto, per detenzione ai fini di spaccio, uno studente minorenne e segnalatone per droga un altro.

L’arresto nasce da mirati servizi di contrasto al traffico di stupefacenti effettuati presso gli Istituti Scolastici del centro pattese. L’attività di osservazione svolta aveva consentito di concentrare le attenzioni sull’arrestato, già noto ai Carabinieri, soggetto che nella mattinata di ieri veniva tratto in arresto in fragranza per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti perchè trovato in possesso di grammi 26 di sostanza tipo “cannabis indica”.

A seguito del ritrovamento della sostanza sulla persona, con la collaborazione dei cinofili dell’Arma si è deciso di effettuare una perquisizione anche all’abitazione. Durante l’attività di ricerca, il cane , abilmente indirizzato dal suo conduttore, ha portato al ritrovamento di ulteriori 80 grammi di marijuana che erano stati occultati in diversi siti della casa e delle pertinenze.

Corso medesima operazione veniva altresì segnalato per stupefacenti un altro studente 17ennetrovato in possesso di grammi 1 di stupefacente del tipo marijuana.

 

Il minore arrestato, su disposizione della Procura presso il Tribunale dei minori di Messina , è stato tradotto presso il Centro di Prima Accoglienza di Messina. Lo stupefacente rinvenuto sottoposto a sequestro. 

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Aveva addosso 16 grammi di stupefacenti destinati allo spaccio, arrestato dai Carabinieri 26 enne di Santa Teresa di Riva.  iICarabinieri motociclisti, appartenenti alla Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taormina, hanno tratto in arresto Casablanca Fabio, 26 enne già noto alle forze dell’ordine. I militari stavano svolgendo servizio di pattuglia in motocicletta quando sono giunti nel territorio di Santa Teresa di Riva ed hanno notato il giovane, già conosciuto in altre circostanze. Alla vista della pattuglia su due ruote il giovane ha tentato di disfarsi di due involucri buttandoli sotto una autovettura parcheggiata lì vicino. Il movimento non è sfuggito all’occhio attento dei militari che subito hanno raggiunto l’uomo e recuperato i due involucri che contenevano circa 14 grammi di hashish. La successiva perquisizione personale ha consentito di recuperare una dose di marijuana che il giovane custodiva nella biancheria. L’uomo è stato arrestato e dopo le formalità di rito, accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il giorno successivo l’arrestato è stato condotto in Tribunale ove l’arresto è stato convalidato e l’arrestato sottoposto all’obbligo di firma presso la Stazione dei Carabinieri competente per territorio.

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E’ stato bloccato nei pressi dei caselli autostradali di Rocca di Caprileone durante un servizio specifico contro lo spaccio realizzato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando. Insieme ad un coetaneo a bordo di una Fiat, Luca Destro Pastizzaro , 20 anni, nato a Bronte e domiciliato a Tortorici, nascondeva nella biancheria intima un involucro di cellophane con dentro circa 10 grammi di cocaina. La successiva perquisizione a casa del ragazzo ha portato al rinvenimento di 350 grammi di marijuana. Per il ventenne è così scattato l’arresto. Ai domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sarà giudicato con rito direttissimo. 

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Messina - Sequestrati arnesi atti allo scasso.

Due topi d'appartamento sono stati arrestati ieri,nella flagranza di reato, dagli agenti della Squadra Mobile delle Volanti e della Sezione Polstrada di Messina.

Si tratta del trentacinquenne Roberto Sollima ed il ventiquattrenne Vittorio De Leo.

I due hanno tentato di introdursi in un'abitazione del villaggio Bordonaro, cercando di scardinare delle grosse inferriate poste a protezione di due finestre, ma non riuscendo nell'intento si sono dati alla fuga a bordo di un'autovettura. I Poliziotti, allertati da una segnalazione alla sala operativa del tentato furto in atto, sono intervenuti tempestivamente sul posto, riuscendo a rintracciare i due malviventi nei pressi dello svincolo autostradale "San Filippo". Prontamente bloccati i due soggetti sono stati arrestati, nella flagranza, perché responsabili, in concorso tra loro, dei reati di tentato furto in appartamento e danneggiamento. Sequestrati gli arnesi atti allo scasso rinvenuti, a seguito di perquisizione, sull'autovettura utilizzata  dagli arrestati, ed in particolare un piede di porco, dei cacciavite e un cric. 

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Una lite per futili motivi tra padre e figlio è degenerata, fino alle minacce con un fucile.

 

L’episodio è avvenuto ieri notte in contrada Comisari di Sinagra, dove, a seguito di richiesta di 

 

aiuto al “112”, sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Sinagra, coadiuvati dai colleghi della 

 

Stazione di Ucria traendo in arresto Filippo Mosè, del 1944, di Sinagra, pensionato, pregiudicato. 

 

Lo stesso si rendeva responsabile dei reati di minacce aggravate dall’uso delle armi, porto abusivo 

 

d’armi e resistenza a pubblico ufficiale .

 

L’uomo, durante una violenta lite con il figlio per futili motivi, ha proferito minacce di morte 

 

nei suoi confronti, puntandogli anche contro un fucile da caccia carico, calibro 12, regolarmente 

 

denunciato per il quale però non ha alcun titolo per il porto.

 

All’arrivo della pattuglia dei Carabinieri, il Mosè si è barricato in casa, minacciando di utilizzare 

 

l’arma, oltre che contro il figlio, anche nei confronti dei militari. Ha avuto inizio, pertanto, 

 

una lunga e delicata opera di persuasione, protrattasi per circa un’ora, a conclusione della 

 

quale i carabinieri sono riusciti a calmare l’uomo e a convincerlo a desistere dai suoi propositi, 

 

consegnando il fucile. Nel corso della successiva perquisizione nell’abitazione del Mosè, sono stati 

 

rinvenuti e posti sotto sequestro, oltre al fucile utilizzato durante l’acceso diverbio, altri 5 fucili 

 

da caccia, tutti regolarmente denunciati. Mosè, quindi è stato tratto in arresto e a seguito degli 

 

accertamenti di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale 

 

di Patti Alessandro Lia, veniva condotto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a 

 

Sinagra in attesa di rito direttissimo che si terrà nella giornata di oggi.

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