I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione.

Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

  

 

Politica

Il passaggio dal Pd a Forza Italia è stata una scelta alquanto travagliata,  che però parte da lontano. Per quanto riguarda invece la prossima elezione amministrativa di Patti,  non cambierà nulla, in quanto come è stato  fatto nella passata competizione amministrativa, si scenderà  in campo con le ormai tradizionali liste civiche. Unico punto fermo, individuare il candidato da porre come alternativa al sindaco uscente Mauro Aquino. Sono questi i concetti portanti espressi dall’on Mariella Gullo, unica esponente politica a rappresentare in Parlamento il vasto comprensorio pattese,  nel corso di una intervista, rilasciata alla nostra emittente  “A farmi decidere in tal senso – dice  la Gullo – ha inciso  il fatto che Francantonio Genovese, oltre ad essere per me come un fratello,  anche dal  modo con cui è  stato abbandonato e lasciato solo dal vertice del Pd, nelle note vicende giudiziarie, senza dimenticare una certa incomprensione che si era verificata  con i vertici del Pd nazionale”. Andando invece ad analizzare la situazione politica pattese, in vista delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno a maggio, dimostra di non essere preoccupata e di avere già le idee abbastanza chiare, soprattutto per quanto riguarda qualche possibile  contraccolpo di carattere squisitamente politico, in primis Nino Gigante,  uomo legato  alla sinistra  tradizionale. ”Non ci dovrebbero essere problemi ne con lui e ne con altri, anche perché tutte le decisioni che da qui a maggio che saranno prese, usciranno dopo attente e precise valutazioni, con relativi  dibattiti, per cui il nome del candidato che uscirà sarà espressione di tutti”

Comments

Da  anni si lotta   per la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico nella città causata dalle antenne di telefonia mobile, la  cui incidenza sulla salute, il dibattito scientifico è ancora aperto e, da qualche tempo, inizia a insorgere con sempre maggiore frequenza il sospetto di inquinamento atmosferico. Inoltre, ancora una volta si evidenzia  il problema dell'inquinamento atmosferico, ovvero l’aria che  si respira, e se da questo possono esserci delle derivazioni di natura tumorale sulle persone. Il sospetto, che i fumi della raffineria di Milazzo arrivino fino a Patti ed anche oltre. Ed è proprio in particolare, su quest’ultimo punto  si chiede  se si è   a conoscenza dei dati relativi alle insorgenze tumorali sul territorio con sviluppo annuale nonché dei dati sulle rilevazioni atmosferiche.   Occorre pertanto,  che nel comune e nell'intero comprensorio vengano installate delle centraline di rilevamento della qualità dell'aria che possano rilevare  i livelli di concentramento delle varie componenti dell'aria con particolare attenzione sulle sostanze inquinanti e consentire quindi di monitorare costantemente l'atmosfera e l'ambiente. E’ questa in sintesi la nota inviata dal presidente del movimento”Patti, Città Viva”, Massimiliano Mannelli, al sindaco Mauro Aquino, al presidente del civico consesso, Giorgio Cangemi e  consiglieri comunali e che acquista maggiore rilevanza proprio alla luce di quanto avvenuto ieri sera, proprio alla  raffineria di Milazzo, il cui “sfiaccolamento”, come viene definito in termini tecnici, per fortuna è stato domato in breve tempo.  Su queste tematiche alquanto importanti, ecco le risposte del primo cittadino e del presidente dell’assemblea consiliare. “ Siamo dotati di un piano sin dagli anni scorsi, le perizie in nostro possesso, realizzate da organismi terzi, escludono problemi per la salute delle persone, ciò non toglie che si debba fare grande attenzione. E sotto questa ottica, assicuro – conclude Aquino – non mancheremo di ripetere questi controlli periodicamente”. Sulla stessa lunghezza  d’onda il presidente Cangemi.” Come già fatto da assessore e da consigliere comunale,  sono pronto al incontrarlo e  discuterne di entrambi le problematiche. Anche se per quanto riguarda il primo problema, deve spiegare  quali sono adesso  le novità rispetto al piano fatto precedentemente  e che tra l’altro era stato coinvolto. Per quanto riguarda invece la seconda problematica derivante dai possibili fumi provenienti dalla raffineria di Milazzo, è la prima volta che ne sento parlare, anche  perché da sempre abbiamo saputo che si estendevano nella valle del Mela.  Per cui anche in questo caso è  importante sentire perché ha queste preoccupazioni”. 

Comments

Secondo il report redatto dalla Protezione Civile, la Provincia di Messina è quella con il rischio idraulico più elevato della Sicilia. Oltre 3100 punti critici disseminati sul territorio che costituiscono un pericolo potenziale in caso di eventi particolarmente violenti. Il deputato regionale del Partito Democratico Giuseppe Laccoto ha raccolto l’appello fatto dai tecnici della protezione civile per “avviare una seria riflessione politica e amministrativa sul reperimento delle risorse da destinare alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua”. Secondo Laccoto “è assolutamente prioritario accelerare la spendibilità dei fondi europei da destinare a questi interventi, mentre le somme reperite a livello nazionale devono servire a coprire la quota parte della Regione Siciliana”“Lo studio effettuato dalla Protezione Civile – prosegue il deputato Pd - deve servire a individuare i punti critici sul territorio, mentre è compito della politica intervenire, al di là delle posizioni di parte e degli schieramenti, per semplificare la stesura dei Piani di Assetto Idrogeologico”. “Ogni ulteriore ritardo – afferma ancora Laccoto –comporta maggiori oneri per la riparazione dei gravi danni provocati dagli eventi atmosferici, ma fornisce anche l’immagine di una Sicilia non in grado di programmare gli interventi sul territorio, vedi il caso di Messina o di altri centri che hanno subito pesanti danni nel corso degli ultimi anni”. “I fondi europei – conclude Laccoto –costituiscono una risorsa unica e irrinunciabile che devono  servire per azioni mirate. E’ finito il tempo degli interventi a pioggia o su espresse indicazioni politiche: si deve agire in base alle reali esigenze del territorio”.

Comments

   "Il Nuovo Centro Destra non farà parte del nuovo esecutivo di governo siciliano con propri uomini, sia tecnici che politici, pur manifestando piena disponibilità ad appoggiare un progetto di riforme utili a far riemergere la Sicilia dalle sabbie mobili in cui è stata spinta da un governatore che ha dimostrato di non essere all'altezza del compito che gli è stato affidato". È la posizione ufficiale ribadita dai parlamentari siciliani di NCD Bruno Mancuso, Nino Bosco, Antonino Minardo e Alessandro Pagano. 

"A seguito di continue notizie di stampa - sottolineano i parlamentari siciliani -  ci urge ribadire la posizione ufficiale circa la nuova giunta che Crocetta si appresta a varare, così come emersa in una recente riunione in presenza del leader Angelino Alfano, del capogruppo al senato Renato Schifani e dei parlamentari siciliani. Pur rispettando le posizioni di chi, all'interno del nostro partito, dissente da questa impostazione politica - continuano - auspichiamo che non si metta ancora una volta in discussione la linea tracciata e che nessuno tenti di camuffare una partecipazione al governo del NCD sotto falsa identità, manovre che appartengono a metodologie superate e che finirebbero per alimentare la sfiducia dei cittadini verso chi li rappresenta".


Comments

Patti, Ill.mo sig. sindaco da Max Mannelli

La notizia della possibile riconversione della centrale elettrica di S. Filippo del mela in termovalorizzatore (inceneritore di rifiuti di alto stoccaggio di circa 510 mila tonnellate l’anno) ci induce ad una riflessione:

come già evidenziato con precedente ns nota, la tutela dell’ambiente non è una questione settoriale, zonale o geografica. La tutela dell’ambiente riguarda tutti! Nella fattispecie la questione della centrale di S. Filippo del mela non è un fatto isolato di pertinenza degli abitanti del posto, riguarda piuttosto tutta la fascia tirrenica della provincia d Messina Patti inclusa.

Nel ricordarLe che in presenza di emissioni atmosferiche non esistono distanze di sicurezza, certamente più ci si allontana dalla fonte di emissione, minore è l’incidenza sulla salute umana. Ma questo, non esclude il nostro territorio da possibili fenomeni inquinanti originati dall’inceneritore. In ogni caso rimane comunque la solidarietà verso la collettività su cui incombe il rischio di questa nuova “polveriera”.

Studi scientifici mostrano come nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non.

Gli impianti di incenerimento  rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici, ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-20% è conosciuto. La formazione di tali inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti degli impianti, come è stato descritto anche recentemente. 

Gli inquinanti emessi dagli inceneritori esplicano i loro effetti nocivi sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità degli impianti o  perché vengono inalati, o per contatto cutaneo, o perché, ricadendo,  inquinano il territorio e quindi i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia. Questo è il caso in particolare delle diossine. Non a caso, il Decreto Legislativo 228 del18/05/2000 stabilisce che non sono idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti. In diversi paesi europei ( Olanda, Spagna, Belgio, Francia) sono state segnalate contaminazioni da diossine, specie di latte e suoi derivati, in aziende agricole poste in prossimità di tali impianti. Non va dimenticato inoltre che gli alimenti eventualmente contaminati possono essere distribuiti e consumati altrove, per cui la popolazione esposta può essere ovviamente  molto più numerosa. 

Fatta questa premessa riteniamo che Patti non può esimersi dal manifestare la sua viva voce nella vicenda che in queste settimane ha visto coinvolti diversi comuni e consigli comunali della valle del mela che hanno preso posizione contro la conversione della centrale elettrica di San Filippo del mela.

Per questi motivi ma anche per un  principio di precauzione  riteniamo sia opportuno, da parte Sua, una manifestazione di netta contrarietà a questa ipotesi ricorrendo a tutte le iniziative in Sua facoltà anche coinvolgendo il civico consesso di Patti. L’assunzione di una posizione ferma netta e decisa contro un ipotetico rischio ambientale derivante dall’attuazione del programma di conversione a CSS e/o termovalizzatore della centrale termoelettrica Edipower di S.Filippo del Mela (ME) è oggi un’esigenza insopprimibile cui necessita far ricorso anche coinvolgendo i comuni vicinori e il consorzio intercomunale Tindari Nebrodi di cui Patti è capofila.

Nell’auspicarci un suo tempestivo e proficuo intervento sull’argomento, ci auguriamo che l’occasione sia foriera di positive utili notizie per tutti gli abitanti della fascia tirrenica.

“La salute è la tutela ambientale sono diritti essenziali, non lasciamo che diventino elementi secondari”

 

Cordiali saluti

 MOVIMENTO CITTà VIVA Logo

Patti città viva

                                                                                                                                 Max Mannelli

 

Comments

Sede e Contatti

  • Via Andrea  Doria, 8 - 98066 Patti Marina, Messina
  • omnianewsit@gmail.com
  • 0941 193 0431