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Politica

 

 

Nell’approssimarsi del congresso provinciale per il rinnovo dei vertici del Partito Democratico, interviene il Presidente della Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale, on. Giuseppe Laccoto: “Il congresso rappresenta un momento di alto confronto che, in Provincia di Messina, dove il Pd viene da un lungo commissariamento, assume un significato ancora più rilevante.
La candidatura dell’avvocato Paolo Starvaggi nasce come suggerimento dell’area Renzi con la richiesta di condivisione di tutte le  altre componenti storiche del partito, area Dem, Lab Dem, area Orlando (rappresentata dall’on. Panarello) e dall’area Emiliano (rappresentata dal dott. Giuseppe Antoci). La sintesi sul nome di Starvaggi è stata raggiunta sulla scorta delle indicazioni programmatiche e a seguito di diversi incontri finalizzati ad una analisi profonda dei problemi che il partito deve affrontare, oltre a prospettare le soluzioni per superarli.
L’avvocato Starvaggi è un noto professionista prestato alla politica, sicuramente anche vicino alla mia persona, ma la sua candidatura non è frutto di un’imposizione, bensì è espressione di una attenta concertazione, partita dall’analisi dei problemi e giunta all’individuazione delle persone scelte per superare tali difficoltà. 
In diversi articoli di stampa, poi, sono stato dipinto come il nuovo “signore delle tessere”. Tale affermazione, però, non risponde alla reale rappresentazione dello stato delle cose. Il sottoscritto, nel periodo di vuoto della dirigenza del partito, è stato sempre un fautore dell’unità. Mi sono sempre preoccupato di tenere uniti nel territorio tanti militanti, specialmente amministratori di Comuni della Provincia con i quali ho avuto la possibilità di condividere momenti di confronto tramite convegni, scambi di idee, preoccupazioni per il futuro delle comunità del territorio prima ancora che per il Pd.
Tutto ciò ha portato i diversi rappresentanti istituzionali e non, nel momento della riorganizzazione del partito, ad attivarsi ed aderire con convinzione ad un preciso progetto politico che parte dal radicamento sul territorio e vuole farsi portavoce delle legittime istanze delle comunità in esso rappresentate.
Ritengo, quindi, che l’unità del partito sia prioritaria e rappresenti un valore aggiunto per superare il momento di vuoto e smarrimento che inevitabilmente si è creato tra iscritti e simpatizzanti. Il Partito Democratico non è terra di conquista, non offre sponde alle correnti o a chi cerca visibilità ad ogni costo, ma vuole essere un partito che offre grandi possibilità di manovra per chiunque abbia voglia di spendersi per la comunità ed offrire il proprio contributo per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo e del bene comune. D’altra parte, gli appuntamenti che ci aspettano nelle prossime tornate elettorali, regionali in autunno, nazionali nel 2018 e amministrative anche nel Comune di Messina, ci impongono unità d’intenti e senso di responsabilità. Non posso condividere la rappresentazione distorta che viene data del Pd e del Congresso, una visione sbagliata che nuoce al partito, ai suoi iscritti e simpatizzanti.
Personalmente non sono un fautore del partito “liquido”, caratterizzato da una linea programmatica non precisamente definita, fondato sulle parole. La strada maestra credo che debba essere rappresentata da un partito radicato nella società, difensore delle istanze e dei valori del popolo Pd.  Un partito sempre aperto al confronto con la società civile, rappresentativo della popolazione, di uomini e donne liberi, di giovani, imprenditori e pensionati, portatore sano delle idee e dei principi di milioni di cittadini, a Roma come a Messina”

 

 

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Per il prossimo 6 Luglio alle ore 16,30 è stato fissato il consiglio comunale. Su richiesta dell'opposizione si parlerà anche dei danni economici e presunti rischi di inquinamento ambientali, dovuti all'incendio dello scorso 30 Giugno.

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   “Dopo anni di tentativi falliti che hanno causato un'autentica sospensione della democrazia, si dovrebbe, come sosteniamo  da tempo, tornare all'elezione diretta da parte dei cittadini dei vari organi di gestione, e di conseguenza, del Sindaco Metropolitano e del Consiglio Metropolitano”. 

   Lo afferma il Senatore Bruno Mancuso, in merito alla proposta di modifica della legge regionale su Liberi Consorzi Comunali e le Città Metropolitane.
   “L'Assemblea Siciliana – prosegue Mancuso – pur nel caos che sta contraddistinguendo questo periodo di fine legislatura, con lo scollamento sempre più forte fra il governo Crocetta ed il Parlamento Regionale, sarà chiamata a vagliare la proposta di modifica della legge regionale 15 del 4 Agosto 2015.  Anche se non si comprende bene, dal disegno di legge esitato dalla Commissione Affari Istituzionali, quali dovrebbero essere i tempi di tali passaggi elettorali, ritengo che porre mano alla modifica di una legge notoriamente rimasta sulla carta, limitandosi solo agli aspetti, seppur importanti, della “governance” risenta di una visione riduttiva. Come si evince dalla relazione della Corte dei Conti, e dalle condivisibili reazioni di soggetti sociali e sindacali, il vero problema dell’ex Province, consiste nella mancanza di precise definizioni delle loro funzioni, che debbono necessariamente rapportarsi agli altri enti di area vasta esistenti a livello nazionale, ad una modernizzazione della struttura amministrativa e, soprattutto, alla certezza delle risorse finanziarie.     
   E’ necessario – aggiunge Mancuso – un adeguamento alla legge Del Rio che non preveda Liberi Consorzi ma le Province, che, resuscitate dall'esito del referendum del 4 Dicembre, continuano ad essere previste dalla Costituzione.    
   Funzioni che dovrebbero riguardare, per non riproporre quelle proprie delle ex Province, la pianificazione e programmazione strategica e territoriale, il coordinamento della gestione dei servizi pubblici essenziali, servizio
 idrico integrato ed il ciclo integrato dei rifiuti, l'armonizzazione degli interessi delle varie realtà territoriali, l'assistenza tecnica ai Comuni per i meccanismi di reperimento dei fondi strutturali. Infine va attenzionato un altro elemento essenziale che riguarda le risorse finanziarie di tali nuovi enti, che non possono vedere ridotte sempre di più le loro entrate da un lato e dall'altro essere soggetti ad incomprensibili prelievi forzosi da parte dello Stato.
   A meno che, e bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, tali nuovi Enti, ex Province, Liberi Consorzi o Città Metropolitane, debbano essere visti come “ammortizzatori sociali” destinati solo a sopravvivere nella precarietà”.

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Il movimento politico “Librizzi riparte” intende informare con la massima trasparenza la collettività circa gli ultimi sviluppi riguardanti la politica comunale.

A seguito di richiesta da parte di esponenti della lista  “Comunità e Territorio”  e del Sindaco Renato Di Blasi, espressione di tale compagine, giovedì 22 giugno si è tenuto un incontro presso la sede comunale fra il Primo Cittadino neo eletto e una rappresentanza del movimento  “Librizzi riparte”.

In tale sede il Sindaco, dopo aver brevemente sintetizzato la situazione dell’Ente dopo il suo insediamento, ha manifestato la sua disponibilità al dialogo con il nostro gruppo e allo stesso tempo ha chiesto di indicare un nominativo da poter sottoporre alla sua valutazione per un eventuale nomina nella Giunta.

Il portavoce Nunzio Scaglione, manifestando apprezzamento per la volontà di dialogo da parte dell’Amministrazione, ha ribadito la disponibilità al confronto istituzionale nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione, come già sottolineato in altre circostanze, auspicando l’attuazione delle priorità evidenziate nel programma elettorale presentato agli elettori dalla nostra compagine. Tuttavia, anche a nome di tutti i  candidati e gli attivisti, non ha ritenuto praticabile e attuabile neanche entrare nel merito di un possibile nominativo, per non attuare quella che di fatto sarebbe una sorta di commistione politica fra schieramenti che si sono confrontati nella recente campagna elettorale.

Un eventuale “accordo” post elettorale, infatti, non raggiunto fra l’altro neanche nella fase precedente alla composizione delle liste contrapposte all’amministrazione uscente,  aumenterebbe la disaffezione alla politica sminuendo la partecipazione registrata nelle ultime settimane e contrasterebbe con i principi costitutivi del movimento Librizzi Riparte, che ha ottenuto il consenso di quasi trecento elettori, presentandosi  alle elezioni dell’11 giugno come alternativa alle altre liste in competizione e tale linea resterà inalterata, senza nessuna alleanza di tipo politico.

L’Amministrazione Di Blasi, ha l’onore e l’onere di amministrare la comunità librizzese formulando ipotesi e proposte programmatiche concrete per lo sviluppo del territorio e del paese: il Movimento “Librizzi Riparte”, in tal senso, è senz’altro disponibile a un confronto finalizzato esclusivamente alla garanzia del superiore bene comune, mantenendo il ruolo costruttivo di opposizione, senza accettare alcuna carica.

 

A tal proposito, durante l’incontro abbiamo sottoposto all’attenzione del Sindaco le problematiche relative alla prevenzione del rischio incendio, del potenziamento del gruppo di volontariato della Protezione Civile, nonché dell’approvazione della delibera “Rifiuti Zero” per l’incentivazione della differenziata e la riduzione della relativa imposta. Il nostro gruppo si riserva di presentare ulteriori proposte, anche relative al medio-lungo periodo, una volta che l’Amministrazione sarà definitivamente completa e, dunque, pienamente operativa.

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