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Politica

 

Il  mancato rispetto delle norme è un fatto grave, se non si è in grado di farlo, si cambi passo, altrimenti si dimettono per il bene della città”. E’ questo in sintesi il punto portante di una interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco della Città di Patti, Presidente del Consiglio Comunale e  Segretario Generale, da parte dei consiglieri comunali consiglieri  di opposizione nell’espletamento del proprio mandato:      Cimino, Gregorio Nardo,Impalà, Prinzi e Tripoli. Eccola, integralmente :  “ L’assessorato agli enti locali ha nominato un commissario ad acta per l’approvazione del consuntivo 2016, ciò conferma la grave inadempienza politico-amministrativa della giunta Aquino.  Inoltre il  consiglio comunale non è stato messo nelle condizioni di poter svolgere la funzione di indirizzo e controllo, circa le spese effettuate da questa amministrazione con il bilancio 2016. Chiaramente  la superficialità e la poca trasparenza  con la quale questa giunta gestisce la cosa pubblica,comporterà un esborso di denaro pubblico per pagare il commissario nominato dalla Regione.  Considerato  che la mancata presentazione del rendiconto  nei termini di legge  non  può di certo essere imputata al consiglio comunale, tanto meno ai consiglieri di opposizione firmatari della presente, e che  tale comportamento dimostra la totale mancanza di rispetto nei confronti della città,  Chiediamo  – conclude l’interrogazione -

alla S.V. quali sono stati i motivi della mancata redazione da parte  dell’amministrazione dell’importante documento,  e nel contempo, si impegna  il presidente del consiglio  a porre in essere tutti gli atti a tutela  dell’assise cittadina, della quali  dovrebbe esserne garante”.

 

 

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“Apprendiamo dagli organi di stampa che L'assessorato regionale agli Enti locali ha nominato un commissario ad acta al Comune di Patti per l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2016 e degli atti propedeutici e connessi. Considerato che il termine fissato per le deliberazioni dei rendiconti di gestione 2016 è già scaduto e che il Comune di Patti risulta inadempiente, la nomina del Commissario ad acta svolge una grave funzione di sollecitazione, che per quanto assolutamente legittima, fa emergere le enormi difficoltà della giunta pattese.  Nonostante le continue sollecitazioni da parte di alcuni consiglieri di opposizione, con l’avv.to Giacomo Prinzi in testa, questa amministrazione comunale è riuscita a farsi commissariare nella parte che le competeva per la redazione del rendiconto di gestione”. E’ questo in sintesi il  punto portante della lettera aperta indirizzata al Sindaco dal Movimento Città Viva “ presieduto da Max Mannelli.  “Il rendiconto di gestione –prosegue la nota -  costituisce la sintesi di attività già effettuata, di uscite ed entrate storicamente definite alla data del 31 dicembre 2016, pertanto, non si riesce a comprendere quale difficoltà sia stata riscontrata nella redazione del predetto documento contabile. L'analisi del rendiconto di gestione, si estende attraverso la relazione della Giunta comunale; La relazione della Giunta sul rendiconto di gestione non ha solo la funzione di indicare gli atti amministrativi prodotti nell'anno, le opere pubbliche realizzate o il risultato di amministrazione conseguito, ma deve esporre molteplici informazioni e dinamiche, sostanziali per definire l'attività amministrativa svolta nel corso dell'esercizio finanziario terminato. La mancata predisposizione del documento contabile nei termini di legge, (In base agli articoli 151 e 227 del decreto legislativo 267/2000, il consuntivo, avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio comunale entro il 30 aprile 2016)  ci lascia presupporre che ci sia una paralisi amministrativa all’interno del comune di Patti sulla quale chiediamo alla giunta e al consiglio comunale di fare chiarezza e illustrare alla città quali impedimenti hanno determinato la mancata produzione del rendiconto 2016 nei termini fissati dalla regione.  Tale inadempienza adesso comporterà, salvo smentite, un ulteriore esborso di denaro  per pagare gli emolumenti al commissario di nomina regionale, il cui costo graverà sulle casse comunali. Nell’evidenziare che la nomina del commissario è una palese dimostrazione delle difficoltà di questa amministrazione nel rispettare le scadenze e garantire il normale decorso degli atti amministrativi, desideriamo a questo punto che vengano predisposti tutti gli atti e le azioni necessarie affinchè si possa giungere ad una rapida approvazione del rendiconto di gestione anche per non gravare oltremisura il bilancio comunale  dei costi di commissariamento”.

 

 

              

 

 

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   “Un atto così grave come la dichiarazione di dissesto finanziario della Città metropolitana di Messina necessita di una valutazione più approfondita e dovrebbe essere adottato da un organismo collegiale, viste le conseguenze pesantissime su tutti i 108 Comuni. Non credo possa essere deliberato (in un gioco delle parti pirandelliano) solo da due soggetti che svolgono il loro ruolo senza alcuna legittimazione né dei cittadini né dei territori, quali il Sindaco metropolitano, tale solo per una confusa normativa recentemente superata e modificata dall'Ars, ed il Commissario Straordinario plurifunzionale, tale solo su nomina politica del Presidente della Regione”.
   Lo afferma il Senatore di Alternativa Popolare Bruno Mancuso.

“Il decreto legislativo Monti (n°174/ 2012) che restringe le possibilità di ricorrere alla dichiarazione di dissesto, definisce il dissesto di un Ente locale come una soluzione gravissima per la comunità e, quindi, da evitare. Tale decreto (recepito dal testo unico per gli Enti locali) prevede che, qualora sussistano squilibri strutturali di bilancio che possano provocare il dissesto finanziario, rilevati anche nelle varie relazioni della Corte dei Conti, gli Enti debbano ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, mediante un piano che va predisposto comunque prima di ricorrere al dissesto (come è stato fatto per il Comune di Messina).  Se come si evince dal dispositivo dell'atto di indirizzo – prosegue Mancuso – tale situazione di grave criticità finanziaria sussisteva da diversi anni, non si comprende come il Commissario Straordinario non abbia pensato di porre in essere le procedure per il dissesto quando aveva un ruolo di gestione monocratica di un Libero Consorzio ex Provincia Regionale, e pensi di farlo dopo l’istituzione della Città Metropolitana. La Legge prevede che le Province per le quali sussistano squilibri strutturali di bilancio che possano provocare il dissesto finanziario, debbano ricorrere, con delibera consiliare, al riequilibrio finanziario pluriennale, che se accettata, preveda un piano di riequilibrio finanziario decennale con l'accesso al fondo di Rotazione per la stabilità finanziaria degli Enti locali.

 

Inoltre la dichiarazione di Dissesto non potrà essere, come si vuole fare apparire, una partita a due fra Sindaco e Commissario, perché deve essere accompagnata per legge da una dettagliata relazione del Collegio dei Revisori, che analizzi le cause del dissesto e motivi il mancato ricorso al piano di riequilibrio finanziario.
   Ritengo necessaria una pausa di riflessione per trovare le soluzioni immediate, intervenendo presso il Governo Nazionale in riferimento al meccanismo del cosiddetto prelievo forzoso collegato al Patto di Stabilità e sul Governo Regionale (riapertura dei Lavori dell'Ars per i primi di Settembre) per un contributo straordinario, facendo ricorso in parte alle somme destinate dal Governo Nazionale per il funzionamento delle Aree Vaste Siciliane. Per il futuro – conclude Mancuso – sarà necessario individuare strumenti per dare certezza finanziaria ed operativa alle Città Metropolitane ed ai Liberi Consorzi, definendo e meglio le funzioni e ripartendo con una nuova forma di Governance che finalmente metterà fine alla lunga ed improduttiva stagione dei Commissariamenti e ridarà la parola ai Cittadini”.

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Consiglio Comunale in seduta aperta, su “gestione emergenza migranti forme di accoglienza possibili”.

Giorno 4 agosto alle ore 16:00 si è svolto a Patti un Consiglio Comunale in seduta aperta, straordinaria ed urgente con un unico punto all’OdG, ossia “gestione emergenza migranti forme di accoglienza possibili”.

Si è discusso della possibilità che il Comune di Patti aderisca al progetto SPRAR, riscontrando negli interventi dei consiglieri una marcata frammentazione ed una spiccata difformità di pensiero.

Anche il MeetUp “Valle del Timeto” era presente, prima d’ogni altra cosa, per ascoltare le opinioni e le preoccupazioni, dei cittadini in merito a questa iniziativa.

Quella che è stata chiara fin da subito, è la scarsa conoscenza della materia da parte dei nostri concittadini. In particolare, molti, confondono la prima accoglienza con il “Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”.

Nel progetto SPRAR vengono inserite tutte quelle persone migranti che, avendo già superato tutti i controlli di prassi e la profilassi sanitaria, sono ritenute idonee al progetto di integrazione ed inserimento lavorativo.

Siamo d’accordo con i Consiglieri Tripoli e Prinzi che la situazione a livello regionale sia diventata insostenibile e che, realmente, il Prefetto per far fronte all’emergenza potrebbe imporre l’accoglienza forzata in strutture che possano essere considerate idonee, e quindi, aderire al progetto SPRAR rappresenti la soluzione migliore per controllare il flusso migratorio verso il nostro territorio.

Gli attivisti del MeetUp Valle del Timeto sono, in linea di massima, favorevoli a forme di accoglienza che rispettino la dignità dei migranti ed il tessuto sociale delle comunità destinate ad accoglierli, chiedono però un progetto definito, fin da subito e nei minimi dettagli, e sapere come si intende operare al fine di prevenire l’odiosa pratica di speculare sulla pelle di queste povere persone che scappano dai loro paesi attraversando infiniti pericoli per terra e per mare.

Troviamo, infine, condivisibile il pensiero del Presidente dell’associazione “Patti Città Viva” Max Mannelli, che siano altri gli strumenti da scegliere per interpellare la cittadinanza.

Una seduta di Consiglio Comunale, seppur aperta al pubblico, alle ore 16:00 di un giorno feriale, non può che ottenere una partecipazione troppo esigua per dirsi, anche minimamente rappresentativa.

Chiediamo, quindi, all’Amministrazione di rendere più partecipe la popolazione con metodi quali gli incontri di quartiere promossi con l’ausilio delle Consulte.

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Si è tenuta ieri la seduta di consiglio comunale aperta alla cittadinanza, nella quale si è discusso della questione immigrati a Patti.

 

Il consiglio comunale dopo aver ampiamente dibattuto sull'argomento (anche troppo), ha aperto i lavori alla cittadinanza dando la parola ai cittadini e alle associazioni presenti.

 

La sintesi degli interventi è stata le seguente: la città di Patti non può sottrarsi alla distribuzione di migranti che su base nazionale viene ripartita del viminale per il tramite dei prefetti. Per evitare quindi che possa generarsi una situazione incontrollata, l'amministrazione cittadina propone l'adesione allo SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati costituito da una rete di centri c.d. di “seconda accoglienza” destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.

 

Il movimento Patti Città Viva è intervenuto nel dibattito evidenziando, come già fatto con un precedente comunicato, che l'argomento andava discusso in altra sede alla presenza di una più ampia e partecipata assise. Abbiamo specificato che, né l'amministrazione cittadina, né il civico consesso, considerata la particolarità dell'argomento, potevano arrogarsi il diritto di rappresentare il volere della città, né tanto meno le associazioni presenti, città viva compresa, potevano essere considerate l'espressione della città di Patti nella sua interezza. Per questi motivi abbiamo sottolineato che il dibattito andava trasferito in altre sedi e con altri strumenti giuridici quali:

- le consulte cittadine

- il referendum comunale.

 

Pur evidenziando innumerevoli dubbi e perplessità sulla gestione del fenomeno su scala nazionale e internazionale, sulla trasparenza e sulla reale condizione di rifugiati e/o profughi dei soggetti che vengono introdotti a migliaia sul territorio italiano, abbiamo chiesto garanzie e certezze. Garanzie di non accogliere clandestini piuttosto che soggetti sfuggiti alla giustizia, garanzie di non generare una nuova forma di speculazione a discapito dei contribuenti e dei cittadini italiani.

 

A latere dell'intervento abbiamo chiesto comunque al sindaco di esplicitare quale forma di integrazione o di inserimento avrebbe previsto per i migranti che probabilmente la città di Patti dovrà ospitare. Abbiamo chiesto espressamente che venissero pianificati dei progetti e delle attività da far espletare a queste persone e che il comune si facesse parte attiva e diligente affinchè si evitasse di introdurre nel territorio individui senza una occupazione o senza progetti finalizzati alla realizzazione di attività socialmente utili.

 

Il sindaco si è congedato dicendo che avrebbe fatto tesoro dei consigli e suggerimenti ricevuti dal civico consesso e dalle associazioni e cittadini intervenuti.

 

 

Staremo a vedere! 

 

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