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Politica

 

 

Importante incontro questa mattina al Ministero della Salute, sulle problematiche relative alla Rete Ospedaliera ed in particolare agli Ospedali dei Nebrodi.   E’ stato un confronto soddisfacente – afferma il Senatore Mancuso – che ha confermato la disponibilità del Ministero a riconoscere le difficoltà e le esigenze dell’Area interna Nebrodi. Possiamo essere contenti che gli ospedali, al momento, non subiranno alcun depotenziamento – conclude Mancuso – e per l’individuazione della semi intensiva cardiologica, fondamentale per salvare vite umane, ma non dobbiamo dimenticare di tenere alta l’attenzione e soprattutto che è dalla produttività dei reparti e dalla qualità della prestazioni che passerà la garanzia del mantenimento dei presidi ospedalieri nel prossimo futuro”.

 

 

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Il sottoscritto Consigliere comunale, Federico Impalà ,  nell'espletamento del proprio mandato, premesso che il sottoscritto già da diversi anni chiede attenzione verso le esigenze dei pendolari che utilizzano la stazione di Patti, consapevole del fatto che una massima attenzione su tale tema agevola non solo i pattesi ma anche i turisti. Nel ricordarle che a Patti da tanti anni non fermano più gli InterCity diurni, eccetto questa estate visto che Trenitalia dopo tante segnalazioni venute esclusivamente dal sottoscritto, ha concesso la fermata degli InterCity 730 e 727, fermata che purtroppo dal  17 Settembre verrà nuovamente soppressa. La notizia più sconvolgente è che dal 1 Ottobre 2017 Trenitalia ha annunciato la soppressione degli InterCity Notte che ricordo essere gli unici treni che collegano Patti con Roma, la conseguenza è che a Patti non fermerà più nessun treno a lunga percorrenza.      Ciò sarà causa di un grave danno di immagine per la nostra città che non sarà più presente nei tabulati InterCity online di trenitalia, quindi oltre al grave disagio per i pattesi pendolari, da Roma in giù, saranno ancora meno i turisti che verranno nella nostra bella città.     Auspico che dopo i suoi gravi fallimenti  collezionati negli anni con Trenitalia ed rfi,  mi riferisco all'incresciosa vicenda dei locali concessi in comodato d'uso al Comune di Patti e mai sfruttati in oltre due anni ed alle risposte mai date alle mie mozioni o interrogazioni  sul caso degli InterCity diurni si possa finalmente avere un minimo di attenzione e considerazione da parte sua. Ho deciso, viste le imminenti elezioni regionali di farle un assist, magari può prendere qualche impegno verso i cittadini, nella speranza che lo si possa mantenere.      Caro Sindaco, Patti merita, alla stregua di Milazzo, Barcellona P.G., Capo d'Orlando e   S.Agata M. che gli InterCity tutti fermino nella sua stazione che le ricordo essere la più bella e nuova fra tutte quelle nominate, rappresenta uno snodo fondamentale tra il singolo binario ed il doppio binario, infatti capita assai spesso che un InterCity sia costretto a fermarsi alla Stazione di Patti giusto per fare coincidenza con altri treni, senza dare possibilità ai passeggeri di salire o scendere a Patti; non è assurdo tutto ciò?                                   Le chiedo di impegnarsi  alzando i toni nei confronti di Trenitalia, complice innanzitutto di interrompere quel patto siglato anni orsono, in cui la stessa società ferroviaria si impegnava a mantenere una certa continuità territoriale tra il Nord ed il Sud dell'Italia. Nessun treno deve essere più tagliato, ne sono rimasti solo otto (4 nella tratta Palermo - Roma e 4 nella tratta Roma - Palermo). Già 6 anni fa furono tagliati gli InterCity notte per Venezia S.Lucia, Torino Porta Nuova, Genova P.P. e Milano C.le. E' chiaro che si arriverà a tagliare totalmente gli InterCity tutti nei prossimi anni, facendo si che che la gente debba andare necessariamente a Villa S.Giovanni e prendere le più costose frecce.

 

                                                               

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Il  mancato rispetto delle norme è un fatto grave, se non si è in grado di farlo, si cambi passo, altrimenti si dimettono per il bene della città”. E’ questo in sintesi il punto portante di una interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco della Città di Patti, Presidente del Consiglio Comunale e  Segretario Generale, da parte dei consiglieri comunali consiglieri  di opposizione nell’espletamento del proprio mandato:      Cimino, Gregorio Nardo,Impalà, Prinzi e Tripoli. Eccola, integralmente :  “ L’assessorato agli enti locali ha nominato un commissario ad acta per l’approvazione del consuntivo 2016, ciò conferma la grave inadempienza politico-amministrativa della giunta Aquino.  Inoltre il  consiglio comunale non è stato messo nelle condizioni di poter svolgere la funzione di indirizzo e controllo, circa le spese effettuate da questa amministrazione con il bilancio 2016. Chiaramente  la superficialità e la poca trasparenza  con la quale questa giunta gestisce la cosa pubblica,comporterà un esborso di denaro pubblico per pagare il commissario nominato dalla Regione.  Considerato  che la mancata presentazione del rendiconto  nei termini di legge  non  può di certo essere imputata al consiglio comunale, tanto meno ai consiglieri di opposizione firmatari della presente, e che  tale comportamento dimostra la totale mancanza di rispetto nei confronti della città,  Chiediamo  – conclude l’interrogazione -

alla S.V. quali sono stati i motivi della mancata redazione da parte  dell’amministrazione dell’importante documento,  e nel contempo, si impegna  il presidente del consiglio  a porre in essere tutti gli atti a tutela  dell’assise cittadina, della quali  dovrebbe esserne garante”.

 

 

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“Apprendiamo dagli organi di stampa che L'assessorato regionale agli Enti locali ha nominato un commissario ad acta al Comune di Patti per l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2016 e degli atti propedeutici e connessi. Considerato che il termine fissato per le deliberazioni dei rendiconti di gestione 2016 è già scaduto e che il Comune di Patti risulta inadempiente, la nomina del Commissario ad acta svolge una grave funzione di sollecitazione, che per quanto assolutamente legittima, fa emergere le enormi difficoltà della giunta pattese.  Nonostante le continue sollecitazioni da parte di alcuni consiglieri di opposizione, con l’avv.to Giacomo Prinzi in testa, questa amministrazione comunale è riuscita a farsi commissariare nella parte che le competeva per la redazione del rendiconto di gestione”. E’ questo in sintesi il  punto portante della lettera aperta indirizzata al Sindaco dal Movimento Città Viva “ presieduto da Max Mannelli.  “Il rendiconto di gestione –prosegue la nota -  costituisce la sintesi di attività già effettuata, di uscite ed entrate storicamente definite alla data del 31 dicembre 2016, pertanto, non si riesce a comprendere quale difficoltà sia stata riscontrata nella redazione del predetto documento contabile. L'analisi del rendiconto di gestione, si estende attraverso la relazione della Giunta comunale; La relazione della Giunta sul rendiconto di gestione non ha solo la funzione di indicare gli atti amministrativi prodotti nell'anno, le opere pubbliche realizzate o il risultato di amministrazione conseguito, ma deve esporre molteplici informazioni e dinamiche, sostanziali per definire l'attività amministrativa svolta nel corso dell'esercizio finanziario terminato. La mancata predisposizione del documento contabile nei termini di legge, (In base agli articoli 151 e 227 del decreto legislativo 267/2000, il consuntivo, avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio comunale entro il 30 aprile 2016)  ci lascia presupporre che ci sia una paralisi amministrativa all’interno del comune di Patti sulla quale chiediamo alla giunta e al consiglio comunale di fare chiarezza e illustrare alla città quali impedimenti hanno determinato la mancata produzione del rendiconto 2016 nei termini fissati dalla regione.  Tale inadempienza adesso comporterà, salvo smentite, un ulteriore esborso di denaro  per pagare gli emolumenti al commissario di nomina regionale, il cui costo graverà sulle casse comunali. Nell’evidenziare che la nomina del commissario è una palese dimostrazione delle difficoltà di questa amministrazione nel rispettare le scadenze e garantire il normale decorso degli atti amministrativi, desideriamo a questo punto che vengano predisposti tutti gli atti e le azioni necessarie affinchè si possa giungere ad una rapida approvazione del rendiconto di gestione anche per non gravare oltremisura il bilancio comunale  dei costi di commissariamento”.

 

 

              

 

 

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   “Un atto così grave come la dichiarazione di dissesto finanziario della Città metropolitana di Messina necessita di una valutazione più approfondita e dovrebbe essere adottato da un organismo collegiale, viste le conseguenze pesantissime su tutti i 108 Comuni. Non credo possa essere deliberato (in un gioco delle parti pirandelliano) solo da due soggetti che svolgono il loro ruolo senza alcuna legittimazione né dei cittadini né dei territori, quali il Sindaco metropolitano, tale solo per una confusa normativa recentemente superata e modificata dall'Ars, ed il Commissario Straordinario plurifunzionale, tale solo su nomina politica del Presidente della Regione”.
   Lo afferma il Senatore di Alternativa Popolare Bruno Mancuso.

“Il decreto legislativo Monti (n°174/ 2012) che restringe le possibilità di ricorrere alla dichiarazione di dissesto, definisce il dissesto di un Ente locale come una soluzione gravissima per la comunità e, quindi, da evitare. Tale decreto (recepito dal testo unico per gli Enti locali) prevede che, qualora sussistano squilibri strutturali di bilancio che possano provocare il dissesto finanziario, rilevati anche nelle varie relazioni della Corte dei Conti, gli Enti debbano ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, mediante un piano che va predisposto comunque prima di ricorrere al dissesto (come è stato fatto per il Comune di Messina).  Se come si evince dal dispositivo dell'atto di indirizzo – prosegue Mancuso – tale situazione di grave criticità finanziaria sussisteva da diversi anni, non si comprende come il Commissario Straordinario non abbia pensato di porre in essere le procedure per il dissesto quando aveva un ruolo di gestione monocratica di un Libero Consorzio ex Provincia Regionale, e pensi di farlo dopo l’istituzione della Città Metropolitana. La Legge prevede che le Province per le quali sussistano squilibri strutturali di bilancio che possano provocare il dissesto finanziario, debbano ricorrere, con delibera consiliare, al riequilibrio finanziario pluriennale, che se accettata, preveda un piano di riequilibrio finanziario decennale con l'accesso al fondo di Rotazione per la stabilità finanziaria degli Enti locali.

 

Inoltre la dichiarazione di Dissesto non potrà essere, come si vuole fare apparire, una partita a due fra Sindaco e Commissario, perché deve essere accompagnata per legge da una dettagliata relazione del Collegio dei Revisori, che analizzi le cause del dissesto e motivi il mancato ricorso al piano di riequilibrio finanziario.
   Ritengo necessaria una pausa di riflessione per trovare le soluzioni immediate, intervenendo presso il Governo Nazionale in riferimento al meccanismo del cosiddetto prelievo forzoso collegato al Patto di Stabilità e sul Governo Regionale (riapertura dei Lavori dell'Ars per i primi di Settembre) per un contributo straordinario, facendo ricorso in parte alle somme destinate dal Governo Nazionale per il funzionamento delle Aree Vaste Siciliane. Per il futuro – conclude Mancuso – sarà necessario individuare strumenti per dare certezza finanziaria ed operativa alle Città Metropolitane ed ai Liberi Consorzi, definendo e meglio le funzioni e ripartendo con una nuova forma di Governance che finalmente metterà fine alla lunga ed improduttiva stagione dei Commissariamenti e ridarà la parola ai Cittadini”.

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