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Politica

 

 

Consiglio Comunale in seduta aperta, su “gestione emergenza migranti forme di accoglienza possibili”.

Giorno 4 agosto alle ore 16:00 si è svolto a Patti un Consiglio Comunale in seduta aperta, straordinaria ed urgente con un unico punto all’OdG, ossia “gestione emergenza migranti forme di accoglienza possibili”.

Si è discusso della possibilità che il Comune di Patti aderisca al progetto SPRAR, riscontrando negli interventi dei consiglieri una marcata frammentazione ed una spiccata difformità di pensiero.

Anche il MeetUp “Valle del Timeto” era presente, prima d’ogni altra cosa, per ascoltare le opinioni e le preoccupazioni, dei cittadini in merito a questa iniziativa.

Quella che è stata chiara fin da subito, è la scarsa conoscenza della materia da parte dei nostri concittadini. In particolare, molti, confondono la prima accoglienza con il “Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati”.

Nel progetto SPRAR vengono inserite tutte quelle persone migranti che, avendo già superato tutti i controlli di prassi e la profilassi sanitaria, sono ritenute idonee al progetto di integrazione ed inserimento lavorativo.

Siamo d’accordo con i Consiglieri Tripoli e Prinzi che la situazione a livello regionale sia diventata insostenibile e che, realmente, il Prefetto per far fronte all’emergenza potrebbe imporre l’accoglienza forzata in strutture che possano essere considerate idonee, e quindi, aderire al progetto SPRAR rappresenti la soluzione migliore per controllare il flusso migratorio verso il nostro territorio.

Gli attivisti del MeetUp Valle del Timeto sono, in linea di massima, favorevoli a forme di accoglienza che rispettino la dignità dei migranti ed il tessuto sociale delle comunità destinate ad accoglierli, chiedono però un progetto definito, fin da subito e nei minimi dettagli, e sapere come si intende operare al fine di prevenire l’odiosa pratica di speculare sulla pelle di queste povere persone che scappano dai loro paesi attraversando infiniti pericoli per terra e per mare.

Troviamo, infine, condivisibile il pensiero del Presidente dell’associazione “Patti Città Viva” Max Mannelli, che siano altri gli strumenti da scegliere per interpellare la cittadinanza.

Una seduta di Consiglio Comunale, seppur aperta al pubblico, alle ore 16:00 di un giorno feriale, non può che ottenere una partecipazione troppo esigua per dirsi, anche minimamente rappresentativa.

Chiediamo, quindi, all’Amministrazione di rendere più partecipe la popolazione con metodi quali gli incontri di quartiere promossi con l’ausilio delle Consulte.

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Si è tenuta ieri la seduta di consiglio comunale aperta alla cittadinanza, nella quale si è discusso della questione immigrati a Patti.

 

Il consiglio comunale dopo aver ampiamente dibattuto sull'argomento (anche troppo), ha aperto i lavori alla cittadinanza dando la parola ai cittadini e alle associazioni presenti.

 

La sintesi degli interventi è stata le seguente: la città di Patti non può sottrarsi alla distribuzione di migranti che su base nazionale viene ripartita del viminale per il tramite dei prefetti. Per evitare quindi che possa generarsi una situazione incontrollata, l'amministrazione cittadina propone l'adesione allo SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati costituito da una rete di centri c.d. di “seconda accoglienza” destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.

 

Il movimento Patti Città Viva è intervenuto nel dibattito evidenziando, come già fatto con un precedente comunicato, che l'argomento andava discusso in altra sede alla presenza di una più ampia e partecipata assise. Abbiamo specificato che, né l'amministrazione cittadina, né il civico consesso, considerata la particolarità dell'argomento, potevano arrogarsi il diritto di rappresentare il volere della città, né tanto meno le associazioni presenti, città viva compresa, potevano essere considerate l'espressione della città di Patti nella sua interezza. Per questi motivi abbiamo sottolineato che il dibattito andava trasferito in altre sedi e con altri strumenti giuridici quali:

- le consulte cittadine

- il referendum comunale.

 

Pur evidenziando innumerevoli dubbi e perplessità sulla gestione del fenomeno su scala nazionale e internazionale, sulla trasparenza e sulla reale condizione di rifugiati e/o profughi dei soggetti che vengono introdotti a migliaia sul territorio italiano, abbiamo chiesto garanzie e certezze. Garanzie di non accogliere clandestini piuttosto che soggetti sfuggiti alla giustizia, garanzie di non generare una nuova forma di speculazione a discapito dei contribuenti e dei cittadini italiani.

 

A latere dell'intervento abbiamo chiesto comunque al sindaco di esplicitare quale forma di integrazione o di inserimento avrebbe previsto per i migranti che probabilmente la città di Patti dovrà ospitare. Abbiamo chiesto espressamente che venissero pianificati dei progetti e delle attività da far espletare a queste persone e che il comune si facesse parte attiva e diligente affinchè si evitasse di introdurre nel territorio individui senza una occupazione o senza progetti finalizzati alla realizzazione di attività socialmente utili.

 

Il sindaco si è congedato dicendo che avrebbe fatto tesoro dei consigli e suggerimenti ricevuti dal civico consesso e dalle associazioni e cittadini intervenuti.

 

 

Staremo a vedere! 

 

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COMUNICATO STAMPA DA PARTE DEL COORDINATORE della Provincia di Messina “Noi Con Salvini” Fabrizio Trifilò

 L’adesione allo SPRAR da parte dei Comune di Patti e Santo Stefano di Camastra sarebbe un errore macroscopico. L’eventuale decisione di aderire al Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, oltre che assurda, penalizzerebbe le Città e le attività commerciali, una scelta grave anche per tutto il resto del territorio messinese, con negative conseguenze sociali, economiche e sul fronte della sicurezza. Nessun <<vantaggio rilevante>>, ma solamente un dato statistico: l’adesione allo SPRAR triplicherà presto le presenze di profughi. Attualmente la gestione degli immigrati è il frutto marcio di una sciagurata linea politica messa in atto dagli ultimi Governi a trazione PD che hanno trovato sponda in amministratori locali incompetenti e poco lungimiranti.

Attenzione, le cifre sono destinate ad aumentare nel tempo: non risponde alla realtà la più volte citata “quota del 2,5 per mille sugli abitanti”, poiché l’attribuzione dei posti viene modificata nel tempo tenendo conto della quota definita per ciascuna regione in funzione dei numeri dell’accoglienza. Considerando che le presenze dei richiedenti asilo stanno aumentando esponenzialmente dal 2013, sarà inevitabile che nella ricerca affannosa di ulteriori posti da parte delle Prefetture, il numero dei “sedicenti profughi”, sarà destinato ad aumentare anche nelle nostre città.

Una gestione, quella dei richiedenti asilo e rifugiati che fa acqua da tutte le parti: lo Stato solo quest’anno sosterrà la folle cifra di 4,7 miliardi di euro per gestire almeno altri 230.000 ingressi (che si andranno ad aggiungere ai 550 mila registrati tra il 2013 e il 2016). Numeri pazzeschi ed improponibili, se si considera che nel 2015 e nel 2016, solo il 5% ha ottenuto lo status di rifugiato.

Amministrazioni, Consigli Comunali ma soprattutto le Città di Patti e Santo Stefano di Camastra sono disposte a cedere al ricatto del governo centrale?

Poiché anche qua, come avviene negli altri centri SPRAR, non verranno ospitati e assistiti solo coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria), ma soprattutto molti clandestini. La situazione reale, in base anche alle denunce delle varie organizzazioni umanitarie che operano nel settore, è purtroppo caratterizzata da molteplici criticità, certamente legate al consistente aumento dei migranti accolti, quasi triplicato in 3 anni.

Secondo i dati diffusi dal Viminale nel 2016 i migranti presenti nelle varie tipologie di centri risultavano 176.290, in netto incremento rispetto agli anni precedenti, evidenziando come la macchina dell’accoglienza nel nostro Paese abbia ancora marcato carattere emergenziale: è, dunque, quantomeno doverosa, un’indagine qualitativa sui reali servizi all’interno delle strutture, sull’impiego e sull’utilizzo delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei centri, sulle effettive condizioni di permanenza degli ospiti nei sistemi di accoglienza presenti in Sicilia. Non vogliamo essere complici di un Governo incapace, ma chiediamo di intervenire in modo tempestivo contro una gestione inadeguata del fenomeno immigrazione.

“Per le superiori considerazioni diciamo NO al sistema dello SPRAR, diciamo NO alla decisioni arbitrarie e scellerate dei Prefetti che portano alla illegittima invasione dei territori contro le volontà comunali – ha concluso Fabrizio Trifilò coordinatore provinciale di Noi con Salvini – diciamo NO ad un Governo PD-Voltagabbana incapace di fronteggiare adeguatamente il fenomeno sempre più preoccupante dell’immigrazione. Non metteremo a serio rischio la tenuta sociale del nostro paese. Non è razzismo, ma non è certamente pensabile che l’Italia e in particolar modo la Sicilia, possa ospitare indiscriminatamente tutta l’Africa. Invitiamo pertanto le forze politiche, istituzionali a resistere contro questo fenomeno di sostituzione di popoli avallato dal PD, dai suoi compari e dall’amministrazione comunale, ove dovesse cedere al ricatto del Governo”.

 

 

 

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I sottoscritti consiglieri comunali d'opposizione, intendono esprimere profonda amarezza e delusione verso un'amministrazione che, nonostante l'aiuto ed il supporto non meritato che l'opposizione continua ad offrire nei momenti più delicati, si dimostra inspiegabilmente arrogante e contraria al pacato dialogo richiesto dalla minoranza consiliare su temi importanti quali l'istituzione dello SPRAR, l'istituzione dell' Albo di fiducia delle ditte, la riqualificazione del lungomare Zuccarello con la pista ciclabile tra Patti Marina e Mongiove e la formazione di un corpo di Protezione Civile effettivo.

Temi svariati che hanno diverse sfaccettature e vedono esprimere diverse sensibilità; la seduta straordinaria ed urgente del consiglio comunale richiesta per il 31 Luglio poteva essere un'occasione di riconciliazione e di dialogo costruttivo per la città, così non è stato, o meglio lo è stato solo in parte grazie alla minoranza che ha saputo mantenere i nervi saldi nei momenti più concitati della discussione.

Avremmo voluto poter aprire il punto presentato dal Sindaco riguardante la gestione dei migranti senza tante polemiche al fine di ottenere quei chiarimenti, poi avuti, di cui già la maggioranza era a conoscenza; avremmo voluto che passasse la mozione sull'istituzione dell' Albo di fiducia delle ditte per l'affidamento diretto dei lavori al di sotto dei €40.000,00, che allo stato attuale vede il Comune poter affidare i lavori  senza rispettare alcun criterio di rotazione e spesso affidando i lavori sempre agli stessi soggetti e come, espresso dal Sindaco, è accaduto che venissero invitate due ditte con lo stesso indirizzo fiscale e la stessa sede; avremmo voluto poter instaurare un discorso serio e costruttivo per riqualificare molte aree a vocazione turistica del nostro territorio, vedi Piazza S. Quasimodo a Tindari, Piazza Pigafetta e Garibaldi a Patti Marina con l'istituzione di una pista ciclabile tra i nostri due meravigliosi lungomari di Patti Marina e Mongiove, purtroppo abbandonati a loro stessi e che la maggioranza consiliare non ha accettato bocciando gli emendamenti al bilancio presentati dall'opposizione.

Ciò che maggiormente lascia attoniti è il modo in cui l'amministrazione e la sua maggioranza consiliare tratta il tema della protezione civile, infatti, dopo gli eventi incendiari del 30 Giugno e gli allagamenti che hanno interessato Patti Marina appare necessario e non più rinviabile l'istituzione seria di un corpo di Protezione Civile, istituzione che già in passato era stata avviata grazie alla collaborazione di diversi volontari, ma che purtroppo l'amministrazione per piccoli cavilli burocratici non ha saputo portare avanti.

I sottoscritti ci tengono ad invitare per l'ennesima volta l'amministrazione e la maggioranza consiliare ad affrontare con maggiore umiltà le tematiche delicate che riguardano la città ed a non far prevalere come sempre la logica del "noi abbiamo vinto le elezioni e noi da soli amministriamo la città", anche perché per l’ennesima volta la maggioranza consiliare non ha avuto i numeri in consiglio e solo grazie ai sottoscritti si è riusciti a concludere responsabilmente un consiglio comunale. I sottoscritti ci tengono a ricordare come solo dal confronto umile e non pretestuoso si può dare un nuovo slancio al paese e che  il supporto numerico offerto in data 31 Luglio non si ripeterà mai più.

I Consiglieri comunali d'opposizione

 

Impalà, Gregorio Nardo, Cimino e Tripoli

 

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Al Sig. Sindaco del

Comune di Patti

Apprendiamo con stupore e meraviglia la richiesta di convocazione del consiglio comunale aperto alle associazioni e ai cittadini pattesi per discutere del tema immigrati sul territorio della nostra amata cittadina.

Considerata la delicatezza e particolarità dell’argomento non possiamo esimerci dall’esprimere nostre considerazioni e nostre critiche.

In primis: la particolarità dell’argomento a nostro avviso richiede un coinvolgimento ben più ampio delle associazioni operanti sul territorio, in quanto la tematica da trattare riguarda tutta la collettività e non solo gli addetti ai lavori e/o gli operatori del settore. Per tale motivo, se realmente il Suo intento è  quello di una scelta condivisa, sarebbe più corretto indire un referendum cittadino, piuttosto che un consiglio comunale aperto le cui istanze e i cui esiti sono noti a una ristretta cerchia di cittadini e non di certo a tutta la collettività. A maggior ragione, visto e considerato che si tratta di materia di interesse generale che abbraccia tutta la cittadinanza nella sua interezza, buon senso vorrebbe che si valutasse l’indizione di un referendum consultivo con il quale richiedere la pronuncia a tutti gli elettori pattesi.

In secundis: considerando non più tollerabile la scellerata scelta politica Nazionale di accoglienza incontrollata effettuata a spese dei contribuenti, voluta da un governo della sua stessa parte politica, a maggior ragione, la richiesta della Sua maggioranza, di trattare l’argomento immigrati, sarebbe dovuta passare attraverso la consulta  dei cittadini, e non attraverso l’istituzione “consiglio comunale” che, pur essendo espressione della città, su questo argomento oggi non esprime l’umore e il pensiero della piazza e dei cittadini!

 

Difatti, sull’argomento gli elettori non sono stati chiamati a esprimersi e a giudicare nella passata tornata elettorale: a tal proposito ricordiamo a tutti che lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di cui si parla oggi, è stato istituito con La legge n.189/2002.

 

Premesso quanto sopra,

 

Considerato che la maggioranza degli immigrati oggetto di sistemazione vengono definiti come profughi quando in realtà lo status giuridico che meglio li identifica, in prima battuta, è quello di immigrati clandestini, visti i lunghi tempi di accertamento del loro reale status,

 

Con la presente chiediamo  di sapere:

1. Se sia già stata comunicata la volontà della prefettura di trovare una sistemazione di immigrati nel territorio del nostro comune;

2. Se si in quale numero;

3. Se sia stata posta all’autorità prefettizia, da parte di codesta amministrazione, una valutazione negativa o preferibilmente un veto in merito ad un’eventuale richiesta di ospitare immigrati sul territorio del nostro comune senza un ben definito status giuridico;

4. Quale sia la posizione ufficiale di codesta amministrazione sul problema della dislocazione nel territorio comunale di eventuali soggetti provenienti da azione di immigrazione clandestina;

5. Considerata la situazione di emergenza addivenire di possibili immissioni di  immigrati clandestini e/o rifugiati, si chiede di conoscere quale siano allo stato dei fatti le azioni intraprese dal sindaco in merito all’incolumità pubblica e alla tutela della sicurezza urbana;

6. Infine per tutto quanto inerente il problema accoglienza di profughi o clandestini ed i relativi rapporti tra questa amministrazione e l’autorità prefettizia, chiediamo al sindaco di riferire alla città la Sua posizione

 

 Il presidente

                                                                                                                                 Max Mannelli

 

 

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